venerdì 14 giugno 2019

Milano Bike City 2019

Milano Bike City dal 14 al 22 settembre 2019
Presentato ufficialmente, un cicloevento da segnare in agenda della bicicultura italiana.
Accantivante arancio bianco e nero, illsutrazioni, velodromo, biciclette... nel bicipanorama italiano per fortuna che c'è. Bisogna dunque prepararsi all'evento e, magari presentarsi con qualche idea o progetto, partecipando!


lunedì 13 maggio 2019

BAM

Mantova, 17-19, maggio 2019, European Bicycle Adventure Meeting 2019.
Racconti di viaggio, musica, produttori di bike-packing, telai, abbigliamento. Chissà che ci troverò, certamente tante persone che condividono, in molti modi, interesse e passione per la bicicletta.
Cito il programma preso dal sito, come promemoria per il viaggio...

Venerdì 17

18.00 WELCOME TO BAM!
Benvenuti ciclisti! A chi viene da vicino, a chi ha fatto un lungo viaggio. Ai gruppi che si sono organizzati per arrivare al raduno, a chi è venuto da solo. A chi va in bici al lavoro, a chi la usa alla domenica, a chi è venuto a piedi e anche a tutti i curiosi… BENVENUTI TUTTI AL BAM 2019!

19.00 – STORIE DI VIAGGI, DI PERSONE, DI BICI E DI RUOTE BUCATE
Incontro sul palco con i nostri primi ospiti.
Simone Lunghi, l'”angelo dei navigli”, personaggio milanese dell’anno, che arriverà al BAM (passando la sera prima per il PRE-BAM di Sermide) partendo da Ferrara, sempre in compagnia della sua fedele Brompton e del suo sup gonfiabile.
Francesco Gusmeri, con il suo “Prendo la bici e vado in Australia” – 30.000 km a dividere la routine da una grande avventura.

20.00 – INAUGURAZIONE”UFFICIALE” BAM19
Insomma, un momento per ringraziare chi ha permesso al popolo del BAM di radunarsi in questo posto meraviglioso: il Comune di Mantova e i partner. Un momento di informazione su tutto ciò che si sta facendo per rendere Mantova una città sempre più sostenibile, e per raccontare il territorio.
21.00 – CONCERTO SPETTACOLO di NERI MARCORE’
Uno spettacolo di musica e parole, un viaggio nelle canzoni più belle, e non mancherà una selezione di brani a tema bicicletta.
Marcorè sul palco sarà accompagnato dalla sua band: Domenico Miorenzi – chitarra acustica,  pianoforte, bouzouki. Simone Talone – percussioni. Fabrizio Guarino – chitarra elettrica, acustica e basso. Evento gratuito.
E poi si balla con BIGA UP MUSIC

Sabato 18

Partenza dalle 08.00 alle 09.00 – finalmente SI PEDALA!
BAM PARTY 80 – BIGOLI, SALSICCIA & LAMBRUSCO GRAVEL PARTY
BAM PARTY 120 – POLLETTO & PATATE GRAVEL PARTY
Vieni al nostro infopoint per ricevere il tuo BAM-BOOK e il gettone che ti garantisce il prezzo convenzionato ai BAM party. Scarica il gps gratuito di 80 e 120 km, se vuoi percorrere le strade pedalate dal nostro Alessandro Giona di Mamorema.
Dettagli: per il BigoliParty qui.  Per il PollettoParty, qui.
10.30 – PEDALATE PER LA FRATELLANZA #BAMBROTHERS
Dal village partiranno anche le pedalate organizzate da altre associazioni, amiche del BAM.
Oggi si ritrova l’ArciGay La Salamandra che ha organizzato la sua pedalata Arcobaleno (durata 1 ora circa), e poi si torna al village per aperitivo e pranzo!
13.00 – COSA MI CUCINO IN VIAGGIO?
Incontro con lo chef Cristiano Sabatini che presenta qualche ricetta da fare in viaggio.
(Per non rischiare di portare via solo scatolette di sgombro e filetti di tonno)


Dalle 15.00 alle 19.00 – STORIE DI VIAGGI, DI PERSONE, DI BICI E DI RUOTE BUCATE 
Quattro chiacchiere dal palco con i nostri super ospiti!
Paolo Pileri, Responsabile scientifico del progetto VENTO. Come immaginare e costruire grandi progetti per il cicloturismo.
Carso Sloveno: “Un viaggio nelle terre degli orsi”, presentato da Paolo Volpato, caporedattore di BikeItalia
Darinka Montico, il viaggio come scelta e come fonte di vita. Darinka ci racconta i suoi grandi viaggi e la sua filosofia di viaggiatrice solitaria.
Dino Lanzaretti, che non si ferma mai. Dopo la Siberia, il grande viaggio attraverso l’America del Sud.
Willy Mulonia. Attraversare l’Alaska in bici d’inverno e altre avventure in sella.
Fabio Guglierminotti, pedalare per lottare e sognare. Il mondo visto dalla bici, vissuta anche per lottare contro la malattia.
Valentina Brunet. Il BAM accoglie Valentina di ritorno da uno straordinario viaggio, dall’Estremo Oriente all’Italia, attraverso gli infiniti orizzonti dell’Asia.
In viaggio con Tina, una esperienza di viaggio assieme al proprio cane
Ilaria Corli. Gli innumerevoli record di Ilaria, che pedala e viaggia alla ricerca della velocità, spingendo sui pedali, dalla TRansAm alla traversata dell’Europa.
Marco Berta e Grazia Franzoni: viaggiare eco, in maniera economia ed ecocompatibile. Ovviamente, in bicicletta!
E poi, al SOFA’ DI MISS GRAPE, il nuovo lounge corner del BAM, ci si ritrova per continuare a raccontarcela: come ti carico la bici, il salotto rosa, e altre novità.

16.30 – SPETTACOLO “CHIEDILO AL VENTO”, CON FULVIO SILVESTRI
Chiedilo al vento: ti risponderà che la lentezza salverà il mondo.
Piccolo spettacolo multimediale che unisce la passione per il viaggio lento, la musica e la letteratura. Fulvio Silvestri porta in giro questa sua creatura che si arricchisce di anno in anno di nuove esperienze e incontri, raccontando di viaggi a volte difficili, spesso solitari, quasi sempre fatti nel nord Europa tra freddo, vento, brume e pesanti scrosci d’acqua. Con le musiche originali del fratello Fabio Silvestri e dalle letture dell’amico Carlo Borgogno.
20.30 – CONCERTO LIVE con gli AJDE ZORA 
Balkan Gipsy Music
a seguire BIGA UP MUSIC
22.30 – PEDALANDO SOTTO LE STELLE
Ciclotour al chiaror della luna piena dal Village alla Riserva Orientata di Bosco Fontana, un’antichissima foresta planiziale di farnie e carpino che era riserva di caccia suburbana della famiglia dei nobili Gonzaga. Da qui rientreremo per il tratto mantovano della ciclabile Mantova-Peschiera, attraversando le Valli del Mincio.
20 km, giro ad anello, partenza ore 22.30 con propria bici,
obbligatoria illuminazione adeguata al percorso notturno.
Quota di partecipazione € 5,00
Gruppo min. 20 max. 35.
In collaborazione con Associazione Gli Scarponauti Turismo Attivo

Domenica 19

Dalle 8.00 – BAM breakfast
10.00 – BAM SUNDAY 30
Colazione al village, risotto alla mantovana con vino o birra al ritorno al village, e in mezzo 30 km di immersione nella città e nei dintorni di Mantova.
10.30 – PEDALATE PER LA FRATELLANZA #BAMBROTHERS
Dal village partiranno anche le pedalate organizzate da altre associazioni, amiche del BAM.
Un tragitto dal lago dei Gonzaga fino agli Angeli, sulla pista ciclabile periurbana per ragazzi disabili, in collaborazione con la Polisportiva Andes di Mantova.
11.00 – GIMKANA PER I BAMBINI
Un evento divertente al village, una bella occasione per coinvolgere anche i più piccoli. In collaborazione con Mantova Bike Fest

Dalle 10.30 – STORIE DI VIAGGI, DI PERSONE, DI BICI E DI RUOTE BUCATE… E FREE SPEECH
Oggi è il momento delle “cicliste per caso” Silvia Gottardi e Linda Ronzoni,
Consigli, esperienze e soluzioni per viaggiare con i bambini, con Giacomo Pratellesi che ci racconterà come muoversi con la cargo bike.
Davide Ugolini e Omar Mohamed Alì raccontano il loro viaggio in Oman, lungo la via dell’incenso. 1843 km in 15 giorni, un po’ in bici un po’ di corsa un po’ in autostop, per raccontare la cultura e la storia di un Paese.
Recyclo: un collettivo di studenti del Politecnico di Torino presenta il primo modulo abitativo per cicloviaggiatori e camminatori.
La sicurezza in viaggio. Facciamo il punto sull’importanza di casco (anche se fa caldo), certificato medico, velocità controllata e altre accortezze, con Rocco FIlidoro di MSP e BikeItalia.
E poi, per chi vuole, free speech per raccontare qualcosa dal palco del BAM! (Una sola regola: noi siamo per la fratellanza! :-))

12.00 – CONCERTO ROCK LIVE CON I VERTIGINE DEI GIGANTI E, FINO ALLA FINE… MUSICA CON IL DEEJAY IN BICICLETTA BIGA UP!
17.00 – Saluti e abbracci. Ci vediamo al BAM20!
TUTTO IL GIORNO, SE VIENI AL BAM IN BICI: CHECK-UP E CAFFE’ GRATUITI OFFERTI DAL VAN SELLE ROYAL!




venerdì 19 aprile 2019

Cittadini Ciclisti Automobilisti

Il Comitato Autonomo Cittadini Ciclisti Automobilisti propone l'abolizione delle piste ciclabili e trasformarle in lunghe file di parcheggi auto.
Le automobili devono pur essere parcheggiate da qualche parte per liberare queste strade, trafficate e pericolose e lasciare posto alle bici!


venerdì 22 febbraio 2019

Comunicare la sicurezza

Muoversi accanto ad un camion potrebbe essere molto pericoloso.
Una animazione è molto efficace per far memorizzare il concetto ai ciclisti a cui è destinata.
Si tratta di una serie completa di suggerimenti per comunicare la sicurezza in strada.
Considerando la diffusione delle bici elettriche, spesso acquistate ed usate da Ciclisti non esperti o allenati, un video specifico, "locale" e finalizzato a comunicare le "istruzioni d'uso" delle strade cittadine, potrebbe essere un utile strumento di divulgazione della sicurezza.

 

mercoledì 13 febbraio 2019

Biciparcheggiare a Varese

BikeparkingDa quando ho iniziato il blog aspettavo che succedesse!
Qualche giorno fa ho incrociato un furgone che aveva nel cassone diverse rastrelliere, tante, più di quante ce ne siano state a Varese fino ad oggi! Si trattava del modello "Verona", come quelli che ha scelto Milano. Sono facili da installare e molto comodi per i ciclisti, una appendice permette di legare il telaio, in più punti e lo sorregge molto bene.
Le sto cercando e ne farò certamente una mappa.

Inoltre, da qualche giorno vedevo lavorare alla stazione Varese Nord, proprio dove c'erano le vecchie, inefficaci ed insufficienti rastrelliere. Come speravo si tratta di lavori di potenziamento!

Sono molto contento di questa scelta, spero che la dislocazione di queste nuove attrezzature sia altrettanto ben progettata, prestando attenzione ai vari fattori da considerare, quando si progetta un cicloparcheggio:
Attirare l'attenzione. Non ci sono alibi. Se avevate un motivo per non venire in bici alla stazione per paura che fosse rubata, ora non ci sono albi.
Luogo. Sempre presenti in quell'angolo di piazza, accanto alla stazione, vicino all'ingresso ed al sottopasso.
Soluzione che funziona. Parcheggio coperto e, possibilmente, chiuso e sottocchio dove c'è sicuramente una utenza, con buone possibilità di aumentare.
Dimensionamento. I posti disponibili sono tanti, certamente più delle bici che si vedono parcheggiate di solito. È giusto pensare ad un futuro con più utenti, ci auguriamo che non bastino.
Tipologie di rastrelliera. Il modello Verona, che piaccia o meno, mi sembra il modello più comodo e sicuro per un ciclista. Economico e veloce nella installazione e gestione.
Sicurezza. Se sarà chiusa, sottocchio, e ben tenuta, convincerà potenziali utenti più diffidenti.
Manutenzione. Parte delle infrastrutture della stazione, si spera nella organizzazione e nelle capacità dei gestori. Più ci sarà rispetto e apprezzamento, minore sarà la necessità di manutenzione.
Rispetto. Una bella e funzionale infrastruttura merita e ispira il rispetto degli utenti.














mercoledì 9 gennaio 2019

Winter Communting


Il treno sta diventando sempre più affollato di pendolari pedalatori. Nonostante il relativo freddo, il cielo è terso e le temperature nemmeno tanto rigide, stamane, nel mio vagone, c'erano 3 pieghevoli ed una bici nello stesso momento! Il treno non ha nessun tipo di alloggiamento per accogliere bici, ma per ora, ci si sta.
Per affrontare l'inverno ed il traffico non riesco a fare a meno di una serie di gadget, a cominciare la pantalone, scarpe in Goretex. Uso degli occhiali anti infortunistica per proteggere gli occhi, trasparenti, funzionano anche la sera. Lo scaldacollo protegge il resto del viso e la cuffia testa ed orecchie. Ho provato diversi tipi di guanti, se il viaggio è lungo mi è impossibile non indossarne un paio che mi isoli per bene.
Fa buio presto d'inverno, farsi notare è necessario per la sicurezza. Il casco è bianco, molto "chiuso". Ho sempre dietro una mousette con inserti riflettenti, da usare anche vuota, per farsi notare quando non si ha altro.
Ho anche uno straccetto in microfibra con un inserto riflettente, da arrotolare al telaio, la sua funzione è asciugare la sella quando necessario, ma protegge anche i tubi della Strida, quando è chiusa, nei punti di contatto.
Una luce da 400 lumen con un raggio laser che proietta avanti una bici verde, delle piccole luci led bianco rosse, tutte ricaricabili tramite USB, sono indispensabili per vedere e farsi vedere.

lunedì 1 ottobre 2018

I corridoi rossi

Il corridoio rosso che è comparso sulle strade di Varese, in particolare in via XXV aprile, non è una pista ciclabile. È il rifacimento di una parte delle carreggiate sempre molto trascurata.
Non particolarmente utile per il traffico degli autoveicoli, la soglia destra è molto critica per i ciclisti, asfalto sfrangiato, tombini, caditoie. Rifinire questa "terra di mezzo" con cura, è un aiuto per il ciclista, un invito ad occupare la strada più a destra, lasciando la sinistra libera alle auto.

Perché un asfalto rosso? Nelle situazioni più difficili, in cui il traffico si mescola e la segnaletica orizzontale non aiuta, il corridoio rosso: aiuta il ciclista a scegliere la traiettoria; allerta l'automobilista sulla traiettoria che il ciclista potrebbe occupare. La campitura rossa è stata usata anche per le "Case avanzate", aree in prossimità dei semafori davanti la linea di stop delle automobili.
Potrebbe essere usato in molte aree di critiche, come segnale di allerta, dove, applicando la normativa, non sarebbe possibile nessuna soluzione.

In via XXV Aprile la carenza di spazio della carreggiata non permette due ciclabili. Se consideriamo che non esiste una rete di percorsi sicuri ci si potrebbe accontentare anche solo di questa soluzione creativa.
Molto più efficace il limite di 30 km/h, costo zero ed effetto immediato (se fosse rispettato).

Sulla progettazione delle infrastrutture abbiamo molto da imparare. Avere strade più sicure, con la situazione delle strade e le abitudini di chi le percorre , è davvero impresa ardua
La normativa è citata in base alla convenienza; a volte è una risorsa, con soluzioni efficienti; a volte è un impedimento.

Nel manto stradale ci sono buche innocue per una automobile, molto pericolose per una bici, costretta a fare lo slalom in modo inatteso ed imprevedibile per un automobilista.
Con l'asfalto rosso hanno riempito tutte le asperità ed i danni sul bordo strada, dove sono concentrati poteziali rischi, come i tombimi e le caditoie.
Nella maggior parte della via XXV Aprile la carreggiata è rimasta come lo era pirma della costruzione della pista ciclabile.  I posti auto sporgevano di più ed erano appena 54. Nel tratto vicino alle scuole erano spesso tutti occupati, da chi lasciava l'auto per andare in centro. Nel tratto verso Piazzale Libertà ero più spesso vuoti.

lunedì 10 settembre 2018

Laboratorio BIKE TO WORK DAY, Varese, 21 settembre 18

Laboratorio BIKE TO WORK DAY, Varese, pomeriggio del 21 settembre 18, Uninsubria in via Dunant. Credo sia un appuntamento da non perdere se vi piacerebbe una alternativa alla auto per raggiungere il lavoro, avete un negozio di biciclette, volete capire in che direzione si sta trasformando la città. Evento organizzato da Ciclocittà in occasione della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile.






MILANO BIKE CITY. Una settimana di Eventi Luoghi Persone per celebrare la bicicletta

MILANO BIKE CITY Dal 15 al 30 settembre, Milano va a pedali. Succederà un po' di tutto, in concomitanza con la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile. Per un paio di settimane: gare in pista; dimostrazioni dei negozianti; i ciclisti si sentiranno autorizzati ad avere un loro spazio nella città; i fotografi potranno catturare una città diversa; qualche speranza per un futuro più saggio; gli automobilisti avranno modo di protestare più del solito.

martedì 4 settembre 2018

“La pista ciclabile in via XXV Aprile è una figata pazzesca”

In via XXV Aprile è in costruzione un breve tratto di pista ciclabile, per raggiungere la pista del lago dal centro.
A via XXV aprile, i parcheggi sacrificati per la pista ciclabile, sono circa 60 posti auto, per l'esattezza ce n'erano 54.
Nei paraggi della pista ciclabile in costruzione ci sono 3 parcheggi:
82 posti, via Verdi;
106 posti, Villa Recalcati;
300 posti, via Sempione, in costruzione.


I parcheggi lungo la strada ed in città sono pochi ed incentivano il traffico. Nelle ore di punta, a Varese (ad esempio il sabato), la maggior parte delle auto sono alla ricerca di un parcheggio vicino alla propria destinazione finale.
Il tempo che si perde e si fa perdere agli altri, è spesso maggiore di quello necessario a spostarsi dalle aree di parcheggio (esistente e in costruzione) alla meta.


Non è l'orografia il problema: non lo è per le persone anziane (abituate); non lo è per i giovani (forti); non lo è per chi usa una bici a pedalata assistita; non lo è per le decine di amatori ed atleti che salgono al Sacromonte ed al Montello, con le MTB, le Superleggere.

Spendere solo 1,2 milioni non mi sembra opportuno, se ne dovrebbero dedicare molti di più e sisitemare molte più aree a rischio. Quando percorro le strade in bici con un bimbo la pista ciclabile è un luogo sicuro, dove rifugiarsi dai pericoli del traffico, le poche disponibili non sono in rete, esponendo i fruitori della strada al rischio delle auto (che raramente hanno rispetto delle regole e degli altri).

La pericolosità delle strade, rende Varese poco adatta alla bici e ai pedoni, nella progettazione è sempre stata favorita l'automobile. Impopolare non significa illogico!
Molto dipende da come vengono usate le strade. Tutta via XXV aprile è diventata zona 30. Ci sono le scuole. Ma lo sappiamo, i limiti sono forse suggeriti, non sono un obbligo, se li superiamo si chiude un occhio...

Per il titolo ho colto spunto dalle dichiarazioni su Varesenews, avverse al progetto, di un giovane politico con un bel faccione sorridente, che riporto per le vostre considerazioni.

Però scusatelo, i politici non dicono quello che pensano o quello che è logico, ma dicono quello che "conviene".

"Anzitutto, risulta incomprensibile la scelta di via XXV Aprile invece di altre soluzioni come via Motnte Rosa, via Monastero vecchio o, ancora, viale Sant’Antonio, tre strade alternative che colloegano il centro cittadino con la zona di villa Recalcati. Infatti, lungo il tratto di strada troviamo, nell’ordine, il più importante polo scolastico della città, con la scuola media Dante, il liceo Manzoni, il licmeo Cairoli e l’istituto superiore Daverio. Un’area che vede coinvolti oltre duemila studenti, tra cui alcuni giovani ragazzi che inevitabilmente vengono accompagnati dai genitori, i quali non avranno più a disposizione alcuna area di sosta per far salire o scendere dall’auto i propri figli e, probabilmente, si fermeranno in mezzo alla strada otturando la viabilità (già non ottima) della zona. Proseguendo su via XXV Aprile si trovano una sede di Poste italiane, la Questura e numerosi esercizi commerciali, già a corto di stalli di sosta per i clienti e per il carico/scarico merci, e, poco distanti, altri servizi pubblici come l’Asl e l’Aler. Eliminare circa 60 posti auto per un breve tratto di pista ciclabile sembra, dunque, una follia, oltre che un problema per la sicurezza dell’area delle scuole.

Inoltre, Varese poco si presta a questa tipologia di mobilità alternativa. Morfologicamente la nostra città è ricca di discese e salite che mal si conciliano con l’uso delle biciclette, soprattutto per le persone anziane e specialmente nei mesi invernali, quando le nostre strade divengono spesso ghiacciate rendendo quindi sconsigliabile e molto pericoloso questo tipo di spostamenti. Imitare grandi metropoli come Milano o Amsterdam, totalmente piatte, non ha senso. Bisogna osservare la realtà per quello che è ed accorgersi che Varese non può avere questa vocazione. Meglio puntare, in un’ottica di minor inquinamento, su un Trasporto Pubblico più efficiente ed efficace, che guardi all’elettrico, e su un potenziamento della pedonabilità e ciclabilità nella zona del centro, unica area predisposta a questi tipi di spostamenti. Per far ciò servono investimenti in nuove infrastrutture e nuovi parcheggi attorno al centro, come quello di via Sempione voluto dalla Giunta Fontana.
Non c’è più tempo per operazioni da campagna elettorale, se non vogliamo che Varese rimanga irrimediabilmente in ritardo nel suo sviluppo e venga schiacciata da Milano e dalla Svizzera. Spendere 1,2 milioni di euro (di cui circa 800mila dalla Regione) per quest’opera non sembra opportuno. Bisogna cominciare a fare investimenti mirati e seri che possano garantire maggiore fruibilità e lo sviluppo della nostra città!"

lunedì 4 giugno 2018

Alessandria Città delle Biciclette

Non perdete la mostra di Riccardo Guasco al museo AcdB di Alessandria e vedere da vicino queste nuovissime biciclette storiche! Nuovissime perchè restaurate, ben tenute e pedalate, sembrano Giovani! Coppi, eroe locale, uno dei protagonisti della mostra al terzo piano.
Riccardo Guasco,  con stile futurista, cubista, ispirato dai manifesti pubblicitari di inizio secolo, come molti artisti visuali, è un appassionato di biciclette che, spesso, ricorrono nei suoi lavori.
Nei giorni in cui sono passato c'era anche la manifestazione "Inchiostro", di cui Riccardo Guasco è ideatore, animatore e protagonista, specialmente con i suoi poster. Un incontro di artisti della stampa e della tipografia.
Ho pedalato per le strade di Alessandria. Il grande centro storico, con molte strade pedonali, pianeggiante, aiuta molto. La pavimentazione non aiuta e le infrastrutture non sono proprio diffusissime e ben messe. Le rastrelliere mi sono sembrate rare e scomode. Le bici sono mezzi di trasporto e non attrezzature sportive.

Riccardo Guasco




AcdB




  
Inchiostro







mercoledì 9 maggio 2018

Non perdere tempo. Pedala!

Per qualche anno ho percorso la stessa strada, a piedi e con i mezzi pubblici, metropolitana e, raramente, il bus. Certamente era un piacere, non era una grande fatica, avevo il tempo ed il percorso era sempre pieno di distrazioni e cose interessanti, negozi, ragazze, non c'erano gli schermi dei cellulari a catturare l'attenzione.

Napoli966

Per arrivare dalla stazione all'Università, a piedi, avevo bisogno di circa 30 minuti. I mezzi pubblici non permettono di calcolare un tempo di percorrenza definito, troppi gli imprevisti e le variabili. Ho provato a fare lo stesso percorso con la bici pieghevole e sono arrivato in 15 minuti.
Questi pochi minuti di percorso, passando per una delle strade più veloci e trafficate, li ho fatti con il casco in testa. Credevo che sarebbe potuto risultare fuori luogo a Napoli, ma i pochi ciclisti che ho incrociato, tutti con una pieghevole tranne uno, indossavano tutti il casco.
Effettivamente la testa è il posto migliore dove appoggiare un casco, non vorrei mai dover dire "per sfortuna non avevo indossato il casco".
Ma Napoli, per chi non lo sapesse e si sorprendesse, è abitata da Cicloverdi, si fanno dei Napolibikefestival, proprio nei giorni in cui la percorro.
Napoli, ma come tante altre città, diventa piccola con due ruote e i pedali.


Napoli970

lunedì 16 aprile 2018

Gli artisti amano le biciclette


Gli artisti amano le biciclette.
Riccardo Guasco le bici le ama, certamente come soggetto delle sue innumerevoli illustrazioni che saranno in mostra, dal 3 maggio al 1 luglio, ad Alessandria Città delle Biciclette, Palazzo del Monferrato.
Le sue illustrazioni sono stare utilizzate in molti manifesti, proprio come venivano usate quelle dei suoi maestri ed ispiratori, Cubisti e Futuristi. Il segno è accompagnato e veicola arguti ed ironici messaggi che lo hanno reso una Star ed un esempio per molti altri artisti. Molte aziende hanno trovato in lui un fantastico interprete di un linguaggio ancora molto comunicativo ed efficace.

venerdì 16 marzo 2018

Padova in BC

Padova è una città adatta agli spostamenti in bici, con una consolidata cultura che si vede anche dall'atteggiamento e tolleranza di tutti i fruitori della strada. Le infrastrutture sono davvero tante, un po' datate, la manutenzione non deve essere facile e non saranno tanto aggiornate alle ultime soluzioni progettuali in voga

Padova066

Le bici sono davvero di ogni tipo, eccetto che costose o iper-tecnologiche.
Servono per spostarsi.
Io indosso il casco, questo è sembrato strano ai ciclisti che ho incontrato per strada. Non credo non accadano incidenti, semplicemente non se ne sente il bisogno. Gli automobilisti sono certamente anche ciclisti e c'è rispetto ed attenzione nella guida, anche quando il ciclista non è ligio alle regole e le infrastrutture non lo aiutano.

Padova793

Anche i ciclisti rispettano le regole, gli automobilisti ed i pedoni.

Padova930

Padova046

domenica 4 febbraio 2018

Intermodalità concentrata!

La mattina, a prendere il treno in bicicletta, cominciamo a diventare tanti. questo giustificherebbe un po' di posto sulle carrozze? Personalmente se non mi fosse concesso portare la bici, senza pagare un biglietto integrativo, non sceglierei il treno per i miei spostamenti casa-lavoro.
Per ora ci accontentiamo del vestibolo della carrozza, dal lato della porta che resta chiusa durante tutto il viaggio, se non troviamo qualcuno che l'ha già occupata con qualcosa!

mercoledì 10 gennaio 2018

Posto per il free floating

Sui marciapiedi, sugli alberi, nei navigli... che fastidio queste bici free floating guidate da biciclisti dilettanti. Sono un pericolo per chi esce da una casa o da un negozio a ridosso della strada... 5 bici gialle potrebbero indebitamente occupare un posto auto, di quelli utilissimi, preziosi e redditizi, con le linee blu.

martedì 2 gennaio 2018

Buon 2018

Cominciamo bene questo 2018 pedalando!

Magi on bikes from ett schioppa on Vimeo.

mercoledì 6 dicembre 2017

Veramente una brutta macchina! Funziona, ci saranno soluzioni efficaci, certamente non è costato molto immaginarne la forma. Profili di alluminio industriale, scatole di metallo per componenti elettroniche, pannelli in laminato... Però se ne sente il bisogno. Un posto dove pulire bene una bici appena tornata da un po' di Downhill estremo o una pedalata in MTB sul Sacro Monte.
Spero sia ecologica...



venerdì 1 dicembre 2017

Incrociamo e condividiamo...

Non parliamo di condividere contenuti ma spazio nella strada.
Una possibile soluzione agli incroci complessi e trafficati, nei quali segnaletica, infrastrutture e dispositivi di gestione del traffico non riescono ad essere completamente efficaci.
Certamente non contemplati dalla normativa, gli spazi condivisi e gestiti dalla negoziazione fra i fruitori si creano per necessità. Migliorano il comportamento e l'attenzione?



In un periodo di sistemazione del manto stradale, abbiamo avuto uno spazio condiviso ed autogestito all'incrocio di Aguggiari e viale Ippodromo e via Montello.



venerdì 10 novembre 2017

Ma che razza sei?

Che razza di ciclista sei?
Un Biciclistaurbano? Biciclettante? Pedalaro? Doppioruotista? Discesista? Biciturista? Mobiciclista bikemiciclista?



mobilityweekLeporello from ett schioppa on Vimeo.

Cinelli's Circus Story

Cinelli, sempre di più diventa un fenomeno di cultura. La grafica sulle sue bici, come quella del logo di Italo Lupi mi emozionano, arte.



Bike Sharing 2.0 a Varese. Il FreeFlow



Da un momento all'altro Varese si trovarà ad affrontare i problemi ed a godere dei benefici del Free Floating. l'Amministrazione Comunale, nel suo piano Varese si Muove, ha introdotto Ofo ed il Free Floating, affiancando (e magari superando) il bike sharing già (poco) in uso.

OfoinVareseStadium
Come ci racconta Cyclopride è una questione di stile di vita. Essere rispettosi: del prossimo che prenderà la bici gialla; del pedone che troverà le bici parcheggiate sul marciapiedi o rischierà di essere investito da ciclisti urbani improvvisati; degli automobilisti che dovranno convivere con una nuova razza di Ciclisti.

Certamente, per un po', la città sarà impreparata a questa ondata gialla. Le rastrelliere sono arredi urbani rari e sconosciuti.

Raggio 2017, stile di vita a pedali.

Scegliete il vostro evento preferito per questo week-end. Mercato, ma della cultura della bici a Raggio, nelle ex Cartire Pigna.


giovedì 28 settembre 2017

Quanto costa un buon lavoro? € 9.500,00

Nonostante la bella Velostazione, nei dintorni della stazione di Turate le bici erano attaccate ovunque si potesse assicurarle. Alle recinzioni, ai pali della segnaletica, più bici fra loro, senza ancoraggio.
Oggi ho trovato una favolosa area pavimentata ed attrezzata con archetti.
Una posizione felicissima. Nel mezzo del traffico delle auto e dei pedoni, davanti a bar e negozi. Difficilmente un ladro avrebbe il coraggio di presentarsi con una cesoia. Non disturba vedere le bici in quel luogo, sono tutto sommato in "ordine" nel contesto, con il parcheggio delle auto ed i prati intorno.

La Velostazione è un po' più appartata e c'è meno movimento intorno, nonostante sia coperta, protetta da telecamere e chiusa, con un accesso controllato, credo che non abbia lo stesso successo degli archetti. Certamente è la posizione a fare la differenza.

Ero curioso di sapere quanto sarebbe potuto costare un lavoro così semplice ma utile e ben fatto. Ho trovato la risposta da un oppositore del progetto, che ha raccolto documenti e dati per convincere dell'inutilità della spesa, ben €9.500. Sarà costato anche di più, non ho dubbi però sulla utilità, visto che non c'era un posto libero. Questo Consigliere, forse, farebbe bella figura ad ammettere che, questa volta, sono stati spesi bene (oppure a cancellare il post).

mercoledì 27 settembre 2017

Bicycle Film Festival Milano 2017

Anche quest'anno il festival di Brendt Barbur festeggerà la bicicletta con cortometraggi e documentari, eventi e mostre.
Il BFF è ancora un appuntamento genuino e festoso. Non ha ancora attirato troppi ricchi sponsor.