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martedì 19 settembre 2023

Norme e Leggi

 Quale miglior modo per cominciare la Settimana Europea per la Mobilità sostenibile con la prospettiva di un'aggiornamento del Codice della Strada?

Anacronistici ed improvvidi tagli di fondi per infrastrutture cicloturistiche, inasprimento delle pene per ogni tipo di infrazione e inibizione all'uso del monopattino, uno dei mezzi alternativi all'auto.

Le norme sono strumenti per condividere e diffondere buone pratiche, logiche e razionali, utili e sperimentate. 

Le leggi sono strumenti ormai diventati di propaganda politica distaccate dalla realtà? Irrazionali, addirittura malvagi? Oppure sono dimostrazioni di profonda superficialità e incompetenza che conducono ad obblighi  dannosi?

Una legge fatta male o fatta per fare del male deve essere rispettata? oppure è più logico ignorarla?



Dobbiamo accettare tutto? Ritenere che sia giusto realizzare infrastrutture che privilegino un solo tipo di utenti? Che gli utenti che non si conformano non abbiano diritti?



martedì 13 settembre 2022

Il Viale Aguggiari, alberato, per le biciclette

 Accanto al autotrafficato tratto di viale Aguggiari, quello che costeggia il parco di villa Mylus, sul lato in salita, la ciclabile è separata dalla carreggiata automobilistica da una aiuola con alberi. È un tratto ciclopedonale, abbastanza frequentato dai pedoni che risalgono la strada, un po’ meno dai ciclisti. Il tessuto urbano di Varese è abbastanza disomogeneo. Senza esercizi commerciali, con un veloce e maleducato traffico di mezzi a motore, unisce il centro con quartieri residenziali con pochi servizi.

Fino a qualche giorno fa è stato così…


Ora è diventato così…







mercoledì 17 novembre 2021

A quell'ora le strade sono così!

Non c'è sempre traffico! Succede solo in alcuni orari. A quell'ora le corsie non bastano, le rotonde non bastano, i semafori sono troppi... ? A quell'ora ci sono troppi marciapiedi, troppe corsie ciclabili, troppe isole di attraversamento, troppi limiti a 30km/h? 

Oppure, a quell'ora ci sono solo troppe macchine?

Le strade devono essere pagate e progettate per quell'orario? Nessuna altro uso della strada deve essere preso in considerazione? 

Come si fa a togliere qualche auto dalla strada? C'è qualcuno che può spostarsi in orari diversi, qualcuno con i mezzi pubblici, qualcun' altro potrebbe andare in bici o motorino. I Mobility Manager delle scuole, delle industrie e degli uffici, coordinati, potrebbero essere decisivi! 

Distribuire questo flusso critico in flussi sostenibili, agevolare le alternative alle auto,  renderebbe le attuali infrastrutture adeguate?



lunedì 31 maggio 2021

Le ondate di piena e l'influenza che potrebbe avere il manager della mobilità.

In alcuni orari del giorno le strade si intasano. Il flusso delle auto rallenta, la strada ha una capacità limitata di reggere un traffico fluente.
La quantità di auto che passano in un punto, in un'ora, dipende dalla velocità a cui passano. Ci sono orari in cui le auto si muovo lentamente ed intasano la strada. Orari in cui la strada è libera e le auto fluiscono velocemente (anche troppo).
Durante la settimana le ore di Piena, di punta, sono quelle in cui  sono causate dalla uscita delle scuole, dagli spostamenti Casa/Lavoro. 
Nel fine settimana il traffico cambia, attira lo shopping, la gita, il divertimento serale.
In questa ottica diventa strategico governare i flussi. Il ruolo del "mobility manager" può diventare chiave.
In una grande azienda che muove molte persone, nella scuola e nelle università, si può sensibilizzare ed orientare gli spostamenti sui mezzi alternativi alla auto, analizzando le abitudini ed offrendo e stimolando alternative. 

All'articolo 229 il decreto del 19 maggio 20 n°34 introduce novità sulla figura del manager della mobilità, MM, Mobility Manager.
Per le Pubbliche Amministrazioni con unità locali con 100 dipendenti, in città (capoluoghi di regione, provincia o comuni) con popolazione superiore a 50.000 abitanti, devono adottare il PSCL (piano spostamenti casa/lavoro) del proprio personale dipendente. Anche soggetti non obbligati possono nominare un MM ed adottare un PSCL.
Nel decreto ci sono chiarimenti sulla definizione di Mobility Manager, sul calcolo dei dipendenti per valutare l'obbligo, sui contenuti del Piano.

Auto
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moto
bici
piedi
mezzi pubblici
treno






mercoledì 10 gennaio 2018

Posto per il free floating

Sui marciapiedi, sugli alberi, nei navigli... che fastidio queste bici free floating guidate da biciclisti dilettanti. Sono un pericolo per chi esce da una casa o da un negozio a ridosso della strada... 5 bici gialle potrebbero indebitamente occupare un posto auto, di quelli utilissimi, preziosi e redditizi, con le linee blu.

martedì 3 novembre 2015

Amsterdam? No. Cesano Maderno.

Lasciare la bici un giorno intero alla stazione lo si fa sempre a malincuore. Che sia una MTB, una fissa, un cancello, siamo tutti affezionati alla nostra cavalcatura, un parcheggio insicuro ci inibisce. Alle stazioni di Varese la sentiamo l'esigenza di qualcosa di più di uno spazio di risulta, qualche rastrelliera ed un cartello.
Ciclocittà ha fatto un sondaggio fra i pendolari, per capire quanto sia sentita l'esigenza di BICIPARK. Permettetemi solo la piccola polemica sul termine anglomaccheronico. Park, in Inglese non significa parcheggio, semmai bikeparking, io preferisco Biciparcheggio.
A me l'idea non dispiace, sarebbe certamente un incentivo. Per l'amministrazione ed i pianificatori l'urgenza è certo tutta l'area, la sua viabilità complicatissima, i PERICOLI di tutte le vie d'accesso alla stazione, groviglio di strade e di percorsi, con rapidi ed intensi flussi di traffico.

Nel post dei miei amici di Ciclocittà c'è la GABBIA di Novate Milanese. Esempio un po' triste.
Senza andare a Copenaghen o Amsertdam, questa è la nuova Velostazione di Cesano Maderno! Un bel progetto per una bella funzione!





venerdì 2 ottobre 2015

Il codice della strada vale per tutti?

Una regola condivisa su come utilizzare la strada c'è, deve essere conosciuta e rispettata, da pedoni, ciclisti e automobilisti. Urbanisti, amministratori pubblici?
Prendo spunto da questo incrocio, di una piccola strada secondaria, Via Butti, vicino all'ippodromo. Ho notato questa situazione dovendo evitare un automobilista che non si è fermato allo stop ed ha protestato rumorosamente. Lui è andato via arrabbiato ed io spaventato. Come avrebbe potuto mai vedere lo stop? Senza segnaletica orizzontale e con il cartello ruotato, nella direzione sbagliata, (forse da un camion che ha preso la curva un po' stretta), chi arriva da via Butti non ha nessuna indicazione su come comportarsi. Né colpa dell'automobilista né del ciclista che entra nella via.
Le strade sono spesso in cattive condizioni, in qualche caso progettate male, realizzate peggio. Chi ha responsabilità nella gestione delle infrastrutture viarie, deve considerare il codice della strada e rispettarlo, nella stessa misura in cui deve farlo il pedone, il ciclista, il motociclista e l'automobilista.
Di viale Agguggiari avevo già parlato, dell'incrocio pericolosissimo, delle piste ciclabili che finiscono nel nulla, della possibile soluzione adottando in Bile Box. Quando arrivo alla zona dell'incrocio con via Montello e viale Ippodromo, mi comporto da pedone. Anche se non scendo dalla bici violando il codice della strada, vado sul marciapiede. Vado piano, spesso non c'è nessun pedone ad usarlo, comunque non sarebbe il posto di una bici. Ma è l'unico modo per uscire incolumi da questo incrocio, pericoloso anche per le auto.
Scendere dalla bici, portare a mano la bici sul marciapiede ed attraversare le strisce pedonali a piedi, mi sembra l'unica soluzione attuabile per correre meno rischi e rispettare le regole.

giovedì 18 dicembre 2014

BiciPark A FIRENZE

Una occhiata a Urbancycling mi fa scoprire sempre cose interessanti sulla cultura della bici urbana. Bicipark non sta per "parco" ma per "parcheggio" (si sarebbe dovuto usare il termine"parking", per farsi capire dai turisti che capitano per Firenze).
Così Santa Maria Novella ha un parcheggio per le bici, come lo hanno le cittadine della Svizzera, dell'Olanda e della Danimarca. Un incentivo formidabile? Interessante scoprire i numeri. Nelle foto pubblicate sono poche le bici che lo abitano. Mi piacerebbe vedere a chi è stata affidata la progettazione e con quali criteri è stata portata avanti.


venerdì 14 novembre 2014

Bike Sharing, lo avevate dimenticato?

Sul sito del servizio di BikeSharing, Bicincittà, consultando la pianta della città, è possibile dare un voto alle stazioni, verificare la presenza di bici disponibili.
Molte delle stazioni aggiunte hanno un senso e ne danno a tutto il servizio.
Originariamente il lavoro sembrava decisamente fatto a metà, di facciata, con poche stazioni, in luoghi non strategici, senza considerare nessuna rete. Ora c'è un senso fra i punti collegati: stazioni; Università, Ospedale; biblioteca; soprattutto, parcheggi ed autosilo. Questi ultimi potrebbero avere qualche beneficio dalla vicinanza con la stazione di bici, aumentando la loro attrattiva.
Cosa manca al servizio? Suggerirne l'uso al cittadino, con qualche esempio. In modo accattivante e convincente.

martedì 15 luglio 2014

Trasformazione ADATTIVA delle nostre strade.

Il modo più veloce per rendere più amichevoli le strade è una trasformazione adattiva. Pensare di realizzare infrastrutture in tempi brevi è utopico. Modificarne l'uso delle strade, progettandolo e pianificandolo, è possibile ed utile. Ho sempre creduto e spero asserito con alcuni dei miei post, che la segnaletica orizzontale, con un po' di vernice a campire porzioni di strada, può essere una soluzione sostenibile ed immediatamente praticabile, per risolvere problemi di sicurezza. I ciclisti arriveranno, come conseguenza immediata ad una strada più sicura ed invitante per i ciclisti e più inospitale per grandi, inquinanti, e costose automobili.

mercoledì 18 settembre 2013

Settimana della mobilità dal 16 al 22 settembre 2013


Stridafattires, originally uploaded by ettschioppa.
Al Ministero dell'ambiente promuovono la mobilità sostenibile, in particolare questa settimana, dedicata all'argomento dalla Comunità Europea.
Ci sono città e nazioni seriamente impegnate a promuovere modi sostenibili di spostarsi. L'attenzione del cittadino è alta, critica verso l'operato e la competenza degli amministratori. In Austria, in Danimarca, per non citare l'Olanda, a Parma, a Ferrara, a Padova, forse.
Al nostro Ministero puoi parcheggiare la bici dove preferisci. Cancelli, ringhiere e passamano, dove allacciare la bici, abbondano nel parcheggio strapieno di auto e scooters.
Ad ascoltarli non sono molto capaci di parlare o di trovare persone capaci di farlo... Chi entra non è detto che ci entri per competenze e ci pensa due volte ad andare via. Non so quanto spazio ci può essere a chi ci crede davvero.
Chi meriterebbe per la sua competenza, se la svigna, in paesi che la valorizzano e pagano a caro prezzo questa competenza.

venerdì 26 luglio 2013

Intermodalità


Monopattini, pieghevoli e biciclette intere, longboards rollerblades. Sempre con più frequenza si incontrano sui treni dei pendolari altri mezzi da utilizzare, una volta arrivati a destinazione.
Certamente l'esempio conta. Nel vedere altre persone salire sul treno, sul tram o sul metrò ti chiedi "perchè io no?".
Così noto qualche pendolare in più che ha aumentato la propria efficienza negli spostamenti, portando con se la bici pieghevole.
Il target più interessante restano sempre gli automobilisti che continuano a consumare carburante ed a lasciare impronte di CO2.

martedì 31 luglio 2012

Giretto con la GiMMIE bike a pedalata assistita.

Per il solo gusto di provare le bici a pedalata assistita, sono sceso dal treno e ne ho presa una disponibile, alla stazione nord. Ho fatto un rapido giretto, provando qualche salita e l'ho lasciata a piazza Repubblica. Non sono bici particolarmente potenti. Hanno un commutatore con 3 possibili scelte, spenta, media e massima potenza. La spinta del motore elettrico l'ho sentita. Non essendoci abituato, regolando la velocità con la fatica della pedalata, ho una lieve impressione di perdita di controllo. I freni sono ovviamente poco efficienti, le ruote le ho trovata abbastanza sgonfie. Il giudizio è comunque moderatamente positivo.
A distanza di qualche settimana ho scoperto che mi sono state addebitate diverse ore di uso, la bici non risultava restituita o correttamente agganciata. I dati exif della foto che ho scattato dopo questa esperienza, indicano le ore 19.01. Mi ero assicurato fosse ben fissata alle colonnine, evidentemente qualcosa non ha funzionato. Vi faccio sapere come i gestori si comportano in questo caso.

lunedì 23 luglio 2012

Le terre di mezzo sono terra di nessuno.

Quando si percorre la strada di tutti i giorni, se non sono le auto ad investirti può capitare che sia tu a tagliare loro la strada, costretto a scarti improvvisi per quello che ti trovi davanti.
Nella strisciolina che ti viene riservata dagli altri utenti della strada, puoi trovarti davanti di tutto. Può finirti improvvisamente l'asfalto, puoi incontrare un bel buco, i tombini, poi, sono tutti proprio dove passano i ciclisti, nelle terre di mezzo. Sono di tutte le fogge ed in varie condizioni, incassati, sporgenti nella direzione sbagliata.

Il comune ha un ufficio che si occupa di Strade e segnaletica a cui credo sia il caso di rivolgersi quando si individua qualcosa di pericoloso.
Per la segnalazione di Guasti, buche e rotture, ci sono questi riferimenti (nessuna posta elettronica).


"...Strade e segnaletica: telefono 0332/255.268-258  (dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.00; dal lunedì al giovedì anche dalle 14.30 alle 17.00)

numero verde 800 350394 (dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.00; dal lunedì al giovedì anche dalle 14.30 alle 17.00).
centralino della Polizia Locale al numero 0332/809.111 (attivo 24 ore su 24)..."

In caso di incidente, su Varese News una pagina descrive come richiedere un rimborso:


"... Il Comune si avvale della compagnia di assicurazioni UNIQUA: dal sito del Comune è possibile scaricare tutta la documentazione (www.comune.varese.it, dall’home page o dalla sezione lavori pubblici) oppure si può reperire all’Urp, Ufficio relazioni con il pubblico di via Veratti.
Ogni qualvolta si verifica un sinistro, causato da ammaloramenti del manto stradale comunale, sia sulla carreggiata sia su un marciapiede, il danneggiato deve procedere seguendo alcune istruzioni contenute appunto nel vademecum:
- accedere al sito Internet del Comune www.comune.varese.it, accedere alla modulistica Lavori Pubblici e scegliere la tipologia di sinistro ( veicolare o pedonale) ;
- compilare la modulistica in tutte le sue parti e sottoscriverla;
- allegare alla denuncia la fotocopia della carta di identità valida, in quanto la denuncia rappresenta autocertificazione, ai sensi e per gli effetti del DPR 445/2000 e quanto in essa dichiarato vale fino a querela di falso;
- allegare, alla modulistica compilata, la documentazione fotografica, sia del luogo del sinistro, da cui se ne evinca l’esatta individuazione mediante foto panoramica del sito, sia dei danni procurati;
- stima dei danni, mediante produzione di originale del preventivo di spesa e, successivamente, di fattura quietanzata;
- se la riparazione è già stata effettuata al momento della richiesta risarcimento danni, occorre che vengano conservati i pezzi sostituiti, sino a quanto non è stata definita la pratica di sinistro.
A questo proposito, si precisa che la compagnia assicuratrice del Comune non necessariamente prevede l’automatica verifica del danno da parte del proprio perito: pertanto il danneggiato, purché conservi come sopra precisato i i pezzi sostituiti, può dare corso alla riparazione del proprio mezzo se lo ritiene necessario.
Si raccomanda, ogni qual volta si verifichi un sinistro, sia per veicoli, sia per pedoni, di chiedere l’intervento dell’autorità preposta (Polizia Locale, Carabinieri, Polizia ) in quanto la presenza di un verbale dell’ autorità costituisce valida prova ai fini della legittimità alla richiesta del risarcimento.
La tempistica per ottenere il risarcimento dei danni e la loro entità, solo in caso sia stata provata dal richiedente la responsabilità dell’amministrazione comunale, non dipendono dalla volontà dell’amministrazione bensì dalle decisioni che verranno assunte dalla compagnia di assicurazione che eserciterà tutti i controlli necessari per accertare la dinamica dei fatti e la riconducibilità dell’evento dannoso alla responsabilità dell’ente.
I cittadini che non si ritengono soddisfatti del risarcimento ottenuto o ai quali esso è stato negato per mancanza di responsabilità dell’ente potranno adire le ordinarie vie legali..."


lunedì 14 maggio 2012

Priorità.

Se le strade fossero più sicure per i ciclisti, sarebbero più sicure per tutti. Largo Flaiano è sempre pericoloso. Qualche volta ne abbiamo dimostrazione. Non farci nulla è una responsabilità, almeno quanto contravvenire al codice della strada.

Mescolarsi agli automobilisti o ai pedoni?



Piuttosto che sfidare le auto nel traffico, in incroci assurdamente e dolosamente lasciati pericolosi, meglio mescolarsi fra i pedoni, passare sul marciapiede.

Ottima scelta! Se ne potrebbero fare altre?


Qualche mese fa davo il Bikesharing di Varese per dismesso. È ripartito, con qualche stazione in più e le bici elettriche, ma queste mi sono sembrate proprio scelte provvidenziali.
Le stazioni in più sono ancora poche, se ce ne fossero molte di più probabilmente si noterebbe la differenza ma probabilmente costerebbe troppo. La stazione dell'ospedale è certamente un'ottima scelta. Specialmente in considerazione della difficoltà di trovare parcheggio, del grande afflusso di lavoratori, della presenza del Centro Unico Prenotazioni, al quale accedono centinaia di persone.
La scelta bici elettriche levano ogni scusa a chi ritiene Varese non adatta alla bici. Pur non avendo ancora avuto modo di provarla, mi entusiasma la possibilità di provare un'elettrica, per apprezzarne il comfort nei miei percorsi urbani.
La mattina noto studenti che raggiungono l'Uni con le bici, dipendenti dell'ospedale. Me ne compiaccio e mi auguro tante nuove piccole scelte giuste, fra cui quelle finalizzate a non rischiare la vita per usare le bici condivise.

venerdì 2 marzo 2012

8 minuti Strida


tailinstridaS, originally uploaded by ettschioppa.
È il tempo che ci metto per arrivare in stazione con la bici pieghevole, la mattina, quando vado in discesa. A piedi ci vogliono circa 30 minuti.
Più della distanza da percorrere è il tempo a fare la differenza. Specialmente se si deve coprire un percorso con bici-treno-bici, con orari contingentati. Sapendo esattamente quanto ci metto, pedalando rilassato, so quando devo partire e so quando arriverò.
La percezione del tempo cambia molto, quando il percorso diventa più famigliare, ci distrae dalla fatica di pedalare, il tragitto sembra essere sempre più breve. Lo stesso vale per il viaggio in treno, quando il tempo è impiegato in modo produttivo. Così come sembra essere sempre più lungo quello fatto in automobile, nel traffico.

venerdì 12 novembre 2010

BC in Prima Classe


Viaggiare con la bici sui treni delle Ferrovie Nord costa €3,50 , su tutta la rete, per 24 ore (significa andata e ritorno, sulle escursioni che durano un giorno). Si può viaggiare su tutti i treni, durante il fine settimana. Non ho capito se c'è qualche treno in cui lo si può fare durante la settimana, quando i treni sono pieni di pendolari. I vagoni li conosciamo tutti. Ci sono le carrozze storiche, quelle ad alta frequentazione. Non mi è mai capitato di trovarne una attrezzata per le biciclette.
Per non farmi arrecare disturbo agli altri passeggeri, ho dovuto caricare la bici nell'ultimo vagone, appoggiandola alla porta della cabina di guida, presidiandola, per evitare che cadesse con il treno in movimento.
La bici pieghevole, in una apposita custodia, è considerata un bagaglio. Può viaggiare durante la settimana. Con i pendolari è un po' scomodo.

lunedì 5 luglio 2010

Nuove piste ciclabili a Varese


Non sono informato su tutte le novità, certamente ho notato la quasi perfetta pista ciclabile di Piazza Salvo d'Acquisto, adiacente ad un Discount Tedesco di quelli che vendono le mozzarelle in technicolor.
Nel bel mezzo dei suoi vertiginosi circa 120 metri, è spezzata con quattro angoli retti da un armadio tecnico e da un foro per un palo della luce.
Ho visto costruire lo stesso discount, realizzato sullo stesso progetto, in un altro comune. Finito quello, lo hanno fatto spuntare anche a Varese è, incluso nel progetto e negli standard Tedeschi, ci deve stare anche la pista.
Nient'altro.