lunedì 23 luglio 2012

Le terre di mezzo sono terra di nessuno.

Quando si percorre la strada di tutti i giorni, se non sono le auto ad investirti può capitare che sia tu a tagliare loro la strada, costretto a scarti improvvisi per quello che ti trovi davanti.
Nella strisciolina che ti viene riservata dagli altri utenti della strada, puoi trovarti davanti di tutto. Può finirti improvvisamente l'asfalto, puoi incontrare un bel buco, i tombini, poi, sono tutti proprio dove passano i ciclisti, nelle terre di mezzo. Sono di tutte le fogge ed in varie condizioni, incassati, sporgenti nella direzione sbagliata.

Il comune ha un ufficio che si occupa di Strade e segnaletica a cui credo sia il caso di rivolgersi quando si individua qualcosa di pericoloso.
Per la segnalazione di Guasti, buche e rotture, ci sono questi riferimenti (nessuna posta elettronica).


"...Strade e segnaletica: telefono 0332/255.268-258  (dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.00; dal lunedì al giovedì anche dalle 14.30 alle 17.00)

numero verde 800 350394 (dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.00; dal lunedì al giovedì anche dalle 14.30 alle 17.00).
centralino della Polizia Locale al numero 0332/809.111 (attivo 24 ore su 24)..."

In caso di incidente, su Varese News una pagina descrive come richiedere un rimborso:


"... Il Comune si avvale della compagnia di assicurazioni UNIQUA: dal sito del Comune è possibile scaricare tutta la documentazione (www.comune.varese.it, dall’home page o dalla sezione lavori pubblici) oppure si può reperire all’Urp, Ufficio relazioni con il pubblico di via Veratti.
Ogni qualvolta si verifica un sinistro, causato da ammaloramenti del manto stradale comunale, sia sulla carreggiata sia su un marciapiede, il danneggiato deve procedere seguendo alcune istruzioni contenute appunto nel vademecum:
- accedere al sito Internet del Comune www.comune.varese.it, accedere alla modulistica Lavori Pubblici e scegliere la tipologia di sinistro ( veicolare o pedonale) ;
- compilare la modulistica in tutte le sue parti e sottoscriverla;
- allegare alla denuncia la fotocopia della carta di identità valida, in quanto la denuncia rappresenta autocertificazione, ai sensi e per gli effetti del DPR 445/2000 e quanto in essa dichiarato vale fino a querela di falso;
- allegare, alla modulistica compilata, la documentazione fotografica, sia del luogo del sinistro, da cui se ne evinca l’esatta individuazione mediante foto panoramica del sito, sia dei danni procurati;
- stima dei danni, mediante produzione di originale del preventivo di spesa e, successivamente, di fattura quietanzata;
- se la riparazione è già stata effettuata al momento della richiesta risarcimento danni, occorre che vengano conservati i pezzi sostituiti, sino a quanto non è stata definita la pratica di sinistro.
A questo proposito, si precisa che la compagnia assicuratrice del Comune non necessariamente prevede l’automatica verifica del danno da parte del proprio perito: pertanto il danneggiato, purché conservi come sopra precisato i i pezzi sostituiti, può dare corso alla riparazione del proprio mezzo se lo ritiene necessario.
Si raccomanda, ogni qual volta si verifichi un sinistro, sia per veicoli, sia per pedoni, di chiedere l’intervento dell’autorità preposta (Polizia Locale, Carabinieri, Polizia ) in quanto la presenza di un verbale dell’ autorità costituisce valida prova ai fini della legittimità alla richiesta del risarcimento.
La tempistica per ottenere il risarcimento dei danni e la loro entità, solo in caso sia stata provata dal richiedente la responsabilità dell’amministrazione comunale, non dipendono dalla volontà dell’amministrazione bensì dalle decisioni che verranno assunte dalla compagnia di assicurazione che eserciterà tutti i controlli necessari per accertare la dinamica dei fatti e la riconducibilità dell’evento dannoso alla responsabilità dell’ente.
I cittadini che non si ritengono soddisfatti del risarcimento ottenuto o ai quali esso è stato negato per mancanza di responsabilità dell’ente potranno adire le ordinarie vie legali..."


1 commento:

Anonimo ha detto...

Vero. Ogni volta lo spazio riservato alle biciclette risulta inadeguato. Comprese le piste ciclabili "turistiche" che, di fatto, non si possono percorrere di notte, non essendo visibili i limiti delle carreggiata. Mi sono anche proposta come "cantoniere" per piste ciclabili, ma non ho avuto alcuna risposta.