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lunedì 15 settembre 2025

Appuntamenti di ottobre 25 a Milano

dal 16 al 22 settembre 25

Settimana Europea della Mobilità 

il 17 settembre 25

Fiab Ciclocittà propone l'incontro IL VIAGGIO SBAGLIATO, DIALOGO CON L'AUTORE Daniele Vallet, psicologo e scrittore, è un cicloviaggiatore che porta avanti progetti di mobilità sostenibile e stili di vita alternativi.

Ci presenterà l'ultimo dei suoi libri,  “Il viaggio sbagliato” nel quale, con spirito, ironia, e sensibilità ci racconta di un viaggio che, inizialmente doveva portarlo in un altro luogo.

il 6 ottobre 25

Millemilabici 25

dal 7 al 12 ottobre 25

Feelmikike 

A Varese le iniziative verranno dalla Camera di Commercio con il suo progetto Varese do you bike e dalle associazioni. Aggiornerò la pagina come promemoria per i prossimi appuntamenti


martedì 19 settembre 2023

16-22 settembre 2023 Settimana Europea della Mobilità Sostenibile

Tutti gli appuntamenti per la settimana Europea della Mobilità Sostenibile si possono trovare sul sito della FIAB 



Sono organizzate diverse iniziative, mi preme segnalarle alcune in particolare, per le quali non c'è molta visibilità e non viene dato un grande risalto:

Car Free Week

Tra gli appuntamenti citati della SEM partiamo dalla Car free Week, un evento che si spiega da sè. Chiunque può raccogliere la sfida e decidere in autonomia di rinunciare all’auto per una settimana e sfruttare altri mezzi di trasporto, magari condividendo le proprie impressioni sui social. 

Giornata Nazionale del Bike to Work 22 settembre 2023

Venerdì 22 settembre, la decima edizione della Giornata Nazionale del Bike To Work promossa da FIAB in concomitanza con l’iniziativa europea Bike to Work Day: un invito aperto a tutti a recarsi al lavoro in bicicletta, per scoprire come possa facilmente diventare una sana abitudine quotidiana. Chi ci prova spesso non torna indietro.

martedì 22 marzo 2022

Pedaliamocela 9 aprile 2022, piazza Montegrappa primo pomeriggio

 Varese Pedaliamocela il 9 aprile 2022, ci incontriamo in Piazza Montegrappa nel primo pomeriggio. Come lo scorso settembre, FIAB Ciclocittà Varese organizza la pedalata, nell'ambito di ecorun Varese. 

ecorun va

"A Varese sabato 9  e domenica 10 aprile ci sarà una due giorni di sport e attività all’aria aperta, come descritto nel sito di  ECORUN

E’ la terza edizione di questa manifestazione, basata sul podismo e sulla mobilità in città senza automobili.

Fiab Varese Ciclocittà  invita a partecipare ad una pedalata nel pomeriggio di sabato 9 aprile di circa 20 km nelle strade della città, dedicata alla memoria di Rossana Chiodi, storica Presidente della nostra associazione che ci ha lasciato nel mese di novembre ma è sempre presente nei nostri cuori.

Stiamo organizzando anche un incontro pubblico per fare il punto sul Piano Urbano della Mobilità Sostenibile con la partecipazione del Sindaco di Varese.

Presto aggiorneremo questo Post con le notizie di dettaglio su percorso ed orario."





giovedì 14 ottobre 2021

Saronno Bike Week dal 10 al 17 ottobre 2021

 Una serie di eventi interessanti a Saronno, durante la prima Saronno Bike Week. 




mercoledì 30 giugno 2021

VBA 2021. Varese Bike Adventure

Varese – 02/04 luglio 2021



Sono aperte le iscrizioni!

Cos’è la VBA

Varese Bike Adventure (VBA) è un’avventura sui pedali alla scoperta di un territorio poco conosciuto, su ciclaibili e strade secondarie, dimenticando le arterie più trafficate.

VBA è libertà di pedalare prendendosi i propri tempi e la velocità che si preferisce.

L’idea è semplice: dopo la registrazione ti verranno fornite la tracce GPX dei percorsi, il “passaporto” VBA (dove apporre i timbri nei checkpoint segnalati) ed un elenco di strutture “amiche” (bar, ristoranti, B&B, alberghi) dove le bici saranno le benvenute, scegli il percorso che preferisci e… pedala attraverso i luoghi più belli e meno conosciuti della provincia.

I percorsi saranno aperti al traffico e pertanto si raccomanda il rispetto del codice della strada. Raccomandiamo a tutti luci e giubbino rifrangente.


Cosa non è la VBA

Innanzitutto la VBA non è una gara, non ci sarà nessun cronometro a scandire i passaggi e nessun tempo limite.

Nessun avversario da battere, la competizione sarà solo per offrire il caffè al vostro compagno di avventura.

Nessun record da infrangere ma un traguardo da raggiungere dove tutti saranno accolti da vincitori.

mercoledì 23 giugno 2021

Progettazione Concittadina Partecipata

Aprire spazi di partecipazione collettiva per trasformare e prendersi cura della città.
In un ciclo di tre incontri aperti alla cittadinanza, la Lista Civica Progetto Concittadino, con Collettiva, affronterà i temi
19 giugno, la città verde. Villa Toeplitz ore 16:30
26 giugno, la città che include e cura. Villa Toeplitz ore 16:30
3 luglio la città è cultura. Villa Mirabello ore 16:30.




Nell'incontro del 16 giugno si è parlato di politiche urbane, mitigazione e mobilità. Ai partecipanti è stato chiesto di indicare temi, parole chiave, relative alla mobilità della città, che vorrebbero fossero accolti dalla amministrazione pubblica.




venerdì 14 giugno 2019

Milano Bike City 2019

Milano Bike City dal 14 al 22 settembre 2019
Presentato ufficialmente, un cicloevento da segnare in agenda della bicicultura italiana.
Qui trovate il programma
Accantivante arancio bianco e nero, illsutrazioni, velodromo, biciclette... nel bicipanorama italiano per fortuna che c'è. Bisogna dunque prepararsi all'evento e, magari presentarsi con qualche idea o progetto, partecipando!


lunedì 13 maggio 2019

BAM

Mantova, 17-19, maggio 2019, European Bicycle Adventure Meeting 2019.
Racconti di viaggio, musica, produttori di bike-packing, telai, abbigliamento. Chissà che ci troverò, certamente tante persone che condividono, in molti modi, interesse e passione per la bicicletta.
Cito il programma preso dal sito, come promemoria per il viaggio...

Venerdì 17

18.00 WELCOME TO BAM!
Benvenuti ciclisti! A chi viene da vicino, a chi ha fatto un lungo viaggio. Ai gruppi che si sono organizzati per arrivare al raduno, a chi è venuto da solo. A chi va in bici al lavoro, a chi la usa alla domenica, a chi è venuto a piedi e anche a tutti i curiosi… BENVENUTI TUTTI AL BAM 2019!

19.00 – STORIE DI VIAGGI, DI PERSONE, DI BICI E DI RUOTE BUCATE
Incontro sul palco con i nostri primi ospiti.
Simone Lunghi, l'”angelo dei navigli”, personaggio milanese dell’anno, che arriverà al BAM (passando la sera prima per il PRE-BAM di Sermide) partendo da Ferrara, sempre in compagnia della sua fedele Brompton e del suo sup gonfiabile.
Francesco Gusmeri, con il suo “Prendo la bici e vado in Australia” – 30.000 km a dividere la routine da una grande avventura.

20.00 – INAUGURAZIONE”UFFICIALE” BAM19
Insomma, un momento per ringraziare chi ha permesso al popolo del BAM di radunarsi in questo posto meraviglioso: il Comune di Mantova e i partner. Un momento di informazione su tutto ciò che si sta facendo per rendere Mantova una città sempre più sostenibile, e per raccontare il territorio.
21.00 – CONCERTO SPETTACOLO di NERI MARCORE’
Uno spettacolo di musica e parole, un viaggio nelle canzoni più belle, e non mancherà una selezione di brani a tema bicicletta.
Marcorè sul palco sarà accompagnato dalla sua band: Domenico Miorenzi – chitarra acustica,  pianoforte, bouzouki. Simone Talone – percussioni. Fabrizio Guarino – chitarra elettrica, acustica e basso. Evento gratuito.
E poi si balla con BIGA UP MUSIC

Sabato 18

Partenza dalle 08.00 alle 09.00 – finalmente SI PEDALA!
BAM PARTY 80 – BIGOLI, SALSICCIA & LAMBRUSCO GRAVEL PARTY
BAM PARTY 120 – POLLETTO & PATATE GRAVEL PARTY
Vieni al nostro infopoint per ricevere il tuo BAM-BOOK e il gettone che ti garantisce il prezzo convenzionato ai BAM party. Scarica il gps gratuito di 80 e 120 km, se vuoi percorrere le strade pedalate dal nostro Alessandro Giona di Mamorema.
Dettagli: per il BigoliParty qui.  Per il PollettoParty, qui.
10.30 – PEDALATE PER LA FRATELLANZA #BAMBROTHERS
Dal village partiranno anche le pedalate organizzate da altre associazioni, amiche del BAM.
Oggi si ritrova l’ArciGay La Salamandra che ha organizzato la sua pedalata Arcobaleno (durata 1 ora circa), e poi si torna al village per aperitivo e pranzo!
13.00 – COSA MI CUCINO IN VIAGGIO?
Incontro con lo chef Cristiano Sabatini che presenta qualche ricetta da fare in viaggio.
(Per non rischiare di portare via solo scatolette di sgombro e filetti di tonno)


Dalle 15.00 alle 19.00 – STORIE DI VIAGGI, DI PERSONE, DI BICI E DI RUOTE BUCATE 
Quattro chiacchiere dal palco con i nostri super ospiti!
Paolo Pileri, Responsabile scientifico del progetto VENTO. Come immaginare e costruire grandi progetti per il cicloturismo.
Carso Sloveno: “Un viaggio nelle terre degli orsi”, presentato da Paolo Volpato, caporedattore di BikeItalia
Darinka Montico, il viaggio come scelta e come fonte di vita. Darinka ci racconta i suoi grandi viaggi e la sua filosofia di viaggiatrice solitaria.
Dino Lanzaretti, che non si ferma mai. Dopo la Siberia, il grande viaggio attraverso l’America del Sud.
Willy Mulonia. Attraversare l’Alaska in bici d’inverno e altre avventure in sella.
Fabio Guglierminotti, pedalare per lottare e sognare. Il mondo visto dalla bici, vissuta anche per lottare contro la malattia.
Valentina Brunet. Il BAM accoglie Valentina di ritorno da uno straordinario viaggio, dall’Estremo Oriente all’Italia, attraverso gli infiniti orizzonti dell’Asia.
In viaggio con Tina, una esperienza di viaggio assieme al proprio cane
Ilaria Corli. Gli innumerevoli record di Ilaria, che pedala e viaggia alla ricerca della velocità, spingendo sui pedali, dalla TRansAm alla traversata dell’Europa.
Marco Berta e Grazia Franzoni: viaggiare eco, in maniera economia ed ecocompatibile. Ovviamente, in bicicletta!
E poi, al SOFA’ DI MISS GRAPE, il nuovo lounge corner del BAM, ci si ritrova per continuare a raccontarcela: come ti carico la bici, il salotto rosa, e altre novità.

16.30 – SPETTACOLO “CHIEDILO AL VENTO”, CON FULVIO SILVESTRI
Chiedilo al vento: ti risponderà che la lentezza salverà il mondo.
Piccolo spettacolo multimediale che unisce la passione per il viaggio lento, la musica e la letteratura. Fulvio Silvestri porta in giro questa sua creatura che si arricchisce di anno in anno di nuove esperienze e incontri, raccontando di viaggi a volte difficili, spesso solitari, quasi sempre fatti nel nord Europa tra freddo, vento, brume e pesanti scrosci d’acqua. Con le musiche originali del fratello Fabio Silvestri e dalle letture dell’amico Carlo Borgogno.
20.30 – CONCERTO LIVE con gli AJDE ZORA 
Balkan Gipsy Music
a seguire BIGA UP MUSIC
22.30 – PEDALANDO SOTTO LE STELLE
Ciclotour al chiaror della luna piena dal Village alla Riserva Orientata di Bosco Fontana, un’antichissima foresta planiziale di farnie e carpino che era riserva di caccia suburbana della famiglia dei nobili Gonzaga. Da qui rientreremo per il tratto mantovano della ciclabile Mantova-Peschiera, attraversando le Valli del Mincio.
20 km, giro ad anello, partenza ore 22.30 con propria bici,
obbligatoria illuminazione adeguata al percorso notturno.
Quota di partecipazione € 5,00
Gruppo min. 20 max. 35.
In collaborazione con Associazione Gli Scarponauti Turismo Attivo

Domenica 19

Dalle 8.00 – BAM breakfast
10.00 – BAM SUNDAY 30
Colazione al village, risotto alla mantovana con vino o birra al ritorno al village, e in mezzo 30 km di immersione nella città e nei dintorni di Mantova.
10.30 – PEDALATE PER LA FRATELLANZA #BAMBROTHERS
Dal village partiranno anche le pedalate organizzate da altre associazioni, amiche del BAM.
Un tragitto dal lago dei Gonzaga fino agli Angeli, sulla pista ciclabile periurbana per ragazzi disabili, in collaborazione con la Polisportiva Andes di Mantova.
11.00 – GIMKANA PER I BAMBINI
Un evento divertente al village, una bella occasione per coinvolgere anche i più piccoli. In collaborazione con Mantova Bike Fest

Dalle 10.30 – STORIE DI VIAGGI, DI PERSONE, DI BICI E DI RUOTE BUCATE… E FREE SPEECH
Oggi è il momento delle “cicliste per caso” Silvia Gottardi e Linda Ronzoni,
Consigli, esperienze e soluzioni per viaggiare con i bambini, con Giacomo Pratellesi che ci racconterà come muoversi con la cargo bike.
Davide Ugolini e Omar Mohamed Alì raccontano il loro viaggio in Oman, lungo la via dell’incenso. 1843 km in 15 giorni, un po’ in bici un po’ di corsa un po’ in autostop, per raccontare la cultura e la storia di un Paese.
Recyclo: un collettivo di studenti del Politecnico di Torino presenta il primo modulo abitativo per cicloviaggiatori e camminatori.
La sicurezza in viaggio. Facciamo il punto sull’importanza di casco (anche se fa caldo), certificato medico, velocità controllata e altre accortezze, con Rocco FIlidoro di MSP e BikeItalia.
E poi, per chi vuole, free speech per raccontare qualcosa dal palco del BAM! (Una sola regola: noi siamo per la fratellanza! :-))

12.00 – CONCERTO ROCK LIVE CON I VERTIGINE DEI GIGANTI E, FINO ALLA FINE… MUSICA CON IL DEEJAY IN BICICLETTA BIGA UP!
17.00 – Saluti e abbracci. Ci vediamo al BAM20!
TUTTO IL GIORNO, SE VIENI AL BAM IN BICI: CHECK-UP E CAFFE’ GRATUITI OFFERTI DAL VAN SELLE ROYAL!




lunedì 10 settembre 2018

Laboratorio BIKE TO WORK DAY, Varese, 21 settembre 18

Laboratorio BIKE TO WORK DAY, Varese, pomeriggio del 21 settembre 18, Uninsubria in via Dunant. Credo sia un appuntamento da non perdere se vi piacerebbe una alternativa alla auto per raggiungere il lavoro, avete un negozio di biciclette, volete capire in che direzione si sta trasformando la città. Evento organizzato da Ciclocittà in occasione della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile.






MILANO BIKE CITY. Una settimana di Eventi Luoghi Persone per celebrare la bicicletta

MILANO BIKE CITY Dal 15 al 30 settembre, Milano va a pedali. Succederà un po' di tutto, in concomitanza con la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile. Per un paio di settimane: gare in pista; dimostrazioni dei negozianti; i ciclisti si sentiranno autorizzati ad avere un loro spazio nella città; i fotografi potranno catturare una città diversa; qualche speranza per un futuro più saggio; gli automobilisti avranno modo di protestare più del solito.

lunedì 16 aprile 2018

Gli artisti amano le biciclette


Gli artisti amano le biciclette.
Riccardo Guasco le bici le ama, certamente come soggetto delle sue innumerevoli illustrazioni che saranno in mostra, dal 3 maggio al 1 luglio, ad Alessandria Città delle Biciclette, Palazzo del Monferrato.
Le sue illustrazioni sono stare utilizzate in molti manifesti, proprio come venivano usate quelle dei suoi maestri ed ispiratori, Cubisti e Futuristi. Il segno è accompagnato e veicola arguti ed ironici messaggi che lo hanno reso una Star ed un esempio per molti altri artisti. Molte aziende hanno trovato in lui un fantastico interprete di un linguaggio ancora molto comunicativo ed efficace.

venerdì 10 novembre 2017

Raggio 2017, stile di vita a pedali.

Scegliete il vostro evento preferito per questo week-end. Mercato, ma della cultura della bici a Raggio, nelle ex Cartire Pigna.


mercoledì 12 luglio 2017

Coppa Cobram del Garda 2017

Il 24 settembre 2017 ci sarà la prossima Coppa Cobram Garda 2017


Cos'è che fa di una iniziativa un successo? lo scenario spettacolare? la sfida estrema? la storia?
Accanto alle ormai note iniziative, come l'Eroica ed affini, gran fondo, giri, tour e vuelte, ci sono i tweed ride e questa giovane iniziativa. Per farne un successo ci vuole FILOSOFIA!

"La filosofia alla base di questa singolare manifestazione è molto semplice: rendere omaggio ad uno dei personaggi più amati del cinema italiano, Il Ragionier Fantozzi, magistralmente interpretato dall’ineguagliabile Paolo Villaggio e, nel contempo divertirsi come i matti.
La filosofia della Coppa Cobram del Garda? È una cagata pazzesca!
Non c'è nessuna filosofia ma solo una grande voglia di divertirsi... in bici."


giovedì 3 novembre 2016

Bicilluminiamoci

Sabato 12 novembre dalle 17:00, piazza Monte Grappa, sarà il punto di partenza per l'iniziativa il Ciclista Illuminato, per ribadire l'importanza della visibilità in strada. Perché una luce e un materiale rifrangente possono davvero fare la differenza.
Quest’anno  – insieme ai ragazzi di CYCLHUB - Ciclocittà intercettarà alcuni dei ciclisti "spenti" che circolano anche a Varese, per invitarli ed aiutarli ad illuminarsi.
Sempre a proposito di luce :  lunedì 14 novembre è previsto il fenomeno astronomico della Super-Luna-Piena.  Legambiente organizza un incontro ai Mulini di Gurone: se il tempo sarà favorevole Ciclocittà parteciperà in bici:  “illuminati dalla luna” !

lunedì 6 giugno 2016

VA'RESE microvalorizzare quello che abbiamo attorno pedalando.

Una guida che mi aiutasse a capire cosa avevo attorno, anche nascosto ed apparentemente insignificante, non l'avevo trovata. Volevo girare, scoprire luoghi, momenti e punti di vista, per poter condividere.
Il progetto  "VA'RESE – microvalorizzazione del quotidiano –" con la sua mole di dati, mostra fotografica, sito internet, pubblicazioni, è una nuova chiave di lettura della città, dell'ambiente naturale e sociale.
La mostra è aperta dal 6 maggio al 31 dicembre,  Spazio Arte UnipolSai con sede in Piazza Montegrappa 12 (orari: 9-12 e 15-17.30 escluso sabato e domenica).

venerdì 1 aprile 2016

REFERENDUM del 17 aprile, Si e NO a confronto

Ho provato a leggere e riporto in questo post, gli articoli che parlano delle ragioni del SI e delle ragioni del NO, per il quesito referendario sulla durata delle concessioni petrolifere, sulle TRIVELLE.
I numeri si possono ricavare in modi diversi, tutti razionali e dimostrabili, tutti veri. Allo stesso tempo non completamente veri, tutti imprecisi, tutti FALSI.
I numeri possono essere scelti, usati come serve. Un uso comunque in buona fede, per il progresso e la razionalità, oppure per l'ambiente.
Potete leggere quanto volete, per farvi informare, persuadere, convince. Scegliere le fonti oppure accontentarvi del primo che capita. Ci sarà sempre un po' di verità, un po' di ragione. Se non volete perdere tempo ad informarvi su un tema di scarsa utilità, oppure nessuno vi convince
Cosa fare?
Ascoltate chi vi sta più simpatico.

Se vi piace Greenpeace, o la Boschi, Legambiente o la Total, probabilmente è inutile cercare di convincervi.


Il Fatto Quotidiano.

30 marzo 2016
Luciana Gaita

Referendum trivelle, la guida: lavoro, inquinamento e politiche energetiche. Fronte del Sì e del No a confronto

Il 17 aprile italiani alle urne per votare sulla durata delle concessioni alle società petrolifere. Enrico Gagliano (promotore della tornata e fondatore del coordinamento No Triv) e Umberto Minopoli (presidente dell’Associazione italiana nucleare) rispondono alle domande de ilfattoquotidiano.it sui temi centrali della consultazione
 
Occupazione, inquinamento, ambiente e politiche energetiche. Ecco i temi su cui ci si deve interrogare prima di votare ‘sì’ o ‘no’ al referendum sulle trivelle del prossimo 17 aprile, che per essere valido deve raggiungere il quorum del 50 per cento più uno degli aventi diritto. Oggi in Italia non si possono ottenere permessi di ricerca o prospezione né concessioni di coltivazione di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa. Eppure in quelle aree off limits alcune società continuano le loro attività. Lo consente il comma 17 dell’articolo 6 del decreto legislativo 152 del 2006, sostituito dal comma 239 dell’articolo 1 della legge di Stabilità (del 28 dicembre scorso) che permette a chi ha già ottenuto una concessione di rinnovarla continuando l’attività ‘per la durata di vita utile del giacimento’. Se prima le concessioni di coltivazione avevano una durata di 30 anni (prorogabile per periodi di 10 e 5 anni) e i permessi di ricerca di 6 anni (anche questi prorogabili), la legge di Stabilità ha decretato che i titoli già rilasciati non abbiano più scadenza.

PERCHE’ LA LEGGE IN VIGORE E’ FAVOREVOLE ALLE SOCIETA’ PETROLIFERE
Un particolare non di poco conto. Perché dismettere un impianto comporta costi altissimi per le società concessionarie, che quindi puntano a estrarre il minimo indispensabile per il maggior arco di tempo possibile. Questo modus operandi, inoltre, ha anche un’altra spiegazione, tutta economica: le franchigie. Le società petrolifere, infatti, non pagano le royalties se producono meno di 20mila tonnellate di petrolio su terra e meno di 50mila in mare. Ma rivendono tutto a prezzo pieno. E se si superano le soglie, ecco che scatta un’ulteriore detrazione di circa 40 euro a tonnellata. Morale: il 7% delle royalties viene pagato solo dopo le prime 50mila tonnellate di greggio estratto e neppure per intero. “Sistema comodo per le società, che possono mantenere in vita impianti da cui producono quantità modeste di petrolio”, spiega a ilfattoquotidiano.it Andrea Boraschi, responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace. “Smantellare costa di più – aggiunge – meglio continuare a produrre anche poco, sotto la soglia della franchigia, senza pagare le royalties”. In Italia, inoltre, sono esentate dal pagamento le produzioni in regime di permesso di ricerca. Ecco perché per chi estrae è fondamentale quella “durata di vita utile del giacimento“.

NUOVE TRIVELLE? SI’, ECCO PERCHE’
Che non scongiura la possibilità di costruire nuovi impianti entro le 12 miglia, specie se previsto nel programma originario delle concessioni già rilasciate. Se il giacimento può essere ancora sfruttato, infatti, le aziende potranno rinnovare gli impianti e aumentare la produzione estrattiva, chiedendo di portare a termine il programma. E potrebbero anche avere bisogno di nuove piattaforme e nuovi pozzi. Quindi nuove trivelle. Sta accadendo in Sicilia, con il progetto della Vega B (è prevista la realizzazione dei primi 4 pozzi, a cui se ne aggiungeranno altri 8), che potrebbe sorgere all’interno della concessione per la Vega A.  Situazione simile a quella di Rospo Mare (di fronte all’Abruzzo) per la quale si parla di altri 4 pozzi.

COSA SI VA A VOTARE: IL QUESITO
Che cosa, quindi, i cittadini italiani potranno cambiare in concreto con il loro voto? Potranno decidere se abrogare (con il ‘sì’) questa parte di norma e far valere, anche per i titoli già rilasciati, il divieto di ‘operare’ entro le 12 miglia dalla costa, facendo cessare le attività in corso in mare. Non immediatamente, ma alla data di scadenza ‘naturale’ della concessione. Anche se ci fossero ancora petrolio o gas da estrarre. Se passa il ‘no’, invece, si va avanti fino all’esaurimento. In Italia sono state rilasciate 35 concessioni per estrazione di idrocarburi (coltivazione) in mare che interessano anche aree entro le 12 miglia dalla costa. Ventisei sono quelle produttive tra il mare Adriatico, il mar Ionio e il canale di Sicilia, per un totale di 79 piattaforme e 463 pozzi. L’attuale norma salva anche i permessi di ricerca già rilasciati: sono dodici, compreso quello che riguarda Ombrina Mare. Partendo dai nodi attorno a cui si sviluppa il dibattito, ilfattoquotidiano. it ha chiesto le ragioni del ‘sì’ e quelle del ‘no’ rispettivamente a Enrico Gagliano, tra i fondatori del coordinamento nazionale NoTriv e primo promotore del referendum, e a Umberto Minopoli, presidente dell’Associazione italiana nucleare.


Sulla questione occupazione si sono spaccati anche i sindacati. Per la Cgil della Basilicata lo sfruttamento della Val D’Agri non ha portato benefici, mentre la Cgil nazionale, con il segretario dei chimici Emilio Miceli, sostiene che votare ‘no’ tuteli migliaia di posti di lavoro. Solo nella provincia di Ravenna si parla di 7mila persone impiegate nel settore dell’offshore. L’Italia può permettersi di chiudere gli impianti?

Enrico Gagliano per il ‘sì’ – “La vittoria del ‘sì’ non determinerà alcuna cessazione immediata delle attività offshore, che proseguirebbero fino alla loro scadenza per terminare in un arco di tempo che oscilla da un minimo di 1 anno e 3 mesi a un massimo di 11 anni. Sulla questione disoccupazione si fa terrorismo mediatico: il referendum riguarda concessioni che erogano il 9% del petrolio e il 27% di tutto il gas estratti in Italia; i pozzi di gas hanno superato da anni il picco di produzione e hanno una vita residua media di 5/6 anni, un tempo sufficiente per riqualificare il settore”.

Umberto Minopoli per il ‘no– “L’opportunità offerta dalla scoperta degli idrocarburi in Italia ha consentito la nascita dell’Eni e, intorno a esso, di una miriade di aziende che, partendo dal business nazionale, hanno sviluppato tecnologie d’avanguardia e sono diventate leader nel mondo. Il referendum, imponendo la fermata della produzione di campi a gas già funzionanti in piena sicurezza e in modo redditizio, bloccherebbe il motore che ha finora consentito alle aziende di investire in Italia. Il fenomeno sta già verificandosi a Ravenna e in Adriatico. Il ragionamento dei sindacati lucani è totalmente miope.

Il caso Ravenna è emblematico. Secondo alcuni studiosi gli impianti non danneggiano il turismo, secondo altri in quell’area le estrazioni di acqua e gas dal sottosuolo accelerano il fenomeno della subsidenza costringendo a investimenti per tutelare spiagge e suolo.

EG per il ‘sì’ – “Dove sono finiti quelli che – Prodi in testa – indicavano nella Croazia il modello da seguire? Il nuovo governo croato ha deciso di bloccare i progetti di estrazione in Adriatico per difendere il turismo. Noi, invece, scegliamo le trivelle. L’accelerazione del fenomeno della subsidenza è un dato: secondo l’Arpa dell’Emilia Romagna, in prossimità del giacimento di gas Angela-Angelina le estrazioni hanno prodotto in oltre 20 anni, sui fondali compresi tra i 4 e i 6 metri, abbassamenti superiori a 2 metri. Da Nord a Sud: anche in Calabria, vicino Crotone, Leonardo Seeber, sismologo della Columbia University, ha registrato un nesso tra estrazioni di gas in mare e subsidenza. Su Capo Colonna è stato eretto un muro di silenzio perché in quell’area dello Ionio, molto vicino alla costa, si estrae quasi il 15 per cento di tutto il gas estratto in Italia”.

UM per il ‘no– “Il Turismo a Ravenna è un dato di fatto. I veri problemi ci sono stati al più in passato quando una raffineria e un polo petrolchimico (che importavano petrolio dall’estero) hanno obbligato a trovare un equilibrio complesso. Ma dal settore ricerca e produzione di idrocarburi si sono solo avuti benefici importanti, fino a giungere alla simbiosi fra piattaforme di produzione di gas naturale e la coltivazione di cozze con il ripopolamento della fauna ittica. Sulla subsidenza sono stati effettuati studi approfonditi a altamente scientifici, con la creazione di modelli elaborati da università e centri di ricerca. La subsidenza riguarda tutta la fascia appenninica con un costante spostamento verso Est, che porterà fra un milione di anni alla scomparsa del Mare Adriatico”.

Quali sono le conseguenze sull’ecosistema terra-mare, sull’inquinamento di acqua, sulla tutela della biodiversità e della pesca?

EG per il ‘sì’ – “Le società che estraggono escludono il rischio di incidenti in mare, ma questa possibilità non può essere esclusa. Prendiamo per esempio la concessione di olio ‘Rospo Mare’ di Eni e di Edison (nell’offshore abruzzo-molisano), ad un tiro di schioppo dalle Tremiti e a poche miglia dal parco marino di Punta Penne. Qui, tra il 2005 ed il 2013, si sono verificati due sversamenti: l’ultima volta sono finiti in mare mille litri di idrocarburo. Si è sfiorato un disastro ambientale in l’Adriatico. Rospo Mare è una delle concessioni interessate dal referendum: se dovesse vincere il ‘no’, Edison ed Eni potrebbero decidere di aprire altri pozzi e andare avanti finché ce n’è o finché lo riterranno conveniente”.

UM per il ‘no– “Basta visitare una piattaforma o assistere al processo di perforazione per rendersi conto del livello di rispetto ambientale garantito con le tecnologie sviluppate dalle nostre aziende. Nulla viene scaricato a mare, ma trattato e riportato a terra in discariche specializzate. I sistemi di trattamento delle acque consentono spesso la loro piena potabilità. In California, in seguito al totale sfruttamento dei giacimenti petroliferi, bisognava smantellare le piattaforme. Ed è proprio il movimento ambientalista a chiedere di lasciare lì le piattaforme divenute ormai un tutt’uno con l’ecosistema marino e punto di ripopolazione della fauna”.

È vero che lo stop della produzione di idrocarburi nel nostro Paese richiederebbe un aumento delle importazioni e il maggior traffico di petroliere nei porti italiani?

EG per il ‘sì’ – “Per il gas non si capisce bene di cosa stiamo parlando: quasi tutto quello importato arriva in Italia attraverso 5 metanodotti e solo per il 7% con navi metaniere sotto forma di gas liquefatto. Inoltre, la minore produzione di gas, che è pari ad appena il 3% del fabbisogno nazionale, potrebbe essere compensata puntando su rinnovabili ed efficienza energetica. Si potrebbero recuperare così i 60mila posti di lavoro persi dal 2013 a oggi, dando uno scossone al Pil. Secondo Enel e Confindustria, l’efficientamento energetico potrebbero creare 400mila nuovi posti e un giro d’affari compreso tra i 350 e i 510 miliardi. Quanto all’aumento delle estrazioni di petrolio nazionale è causa di maggior traffico nei porti italiani e di inquinamento”.




UM per il ‘no’ – “La fermata della produzione di gas e petrolio nazionale comporta la piena sostituzione con volumi equivalenti importati dall’estero. Bisognerà pagare in valuta e trasportare gli idrocarburi con petroliere e con gasiere di Lng (ma poi nessuno vuole I rigassificatori!). Storicamente i grandi inquinamenti a mare sono avvenuti nella fase del trasporto. Quindi il cambiamento farà aumentare i rischi. A meno che venga proposta per legge una riduzione dei consumi petroliferi, il che vuol dire ridurre drasticamente i trasporti (aerei, auto, camion, traghetti, navi, moto), limitare le produzioni delle aziende metalmeccaniche e rinunciare a coprire manto stradale e autostradale con gli asfalti di alta qualità prodotti dall’industria italiana”.


Quanto petrolio e quanto gas abbiamo? Le trivelle sono un buon affare?

EG per il ‘si’ – “Le trivelle sono state un buon affare per l’Italia nel periodo del boom economico. Enrico Mattei ebbe intuizioni geniali, ma oggi si proietterebbe verso il futuro. Con le riserve certe di idrocarburi stimate dal Mise potremmo far fronte alla domanda interna di petrolio per appena 7 settimane e di gas per 6 mesi, determinando ricadute negative sul turismo (10% del Pil e 3 milioni di occupati), la pesca (2,5% del Pil e 350mila occupati) e il settore agroalimentare (8,7% del Pil 3,3 milioni di occupati). Royalties a parte, che secondo la Corte dei Conti non sono tasse, il rischio industriale dovrebbe spingerci ad abbandonare progressivamente le fonti fossili.


UM per il ‘no’- “Ad oggi, l’industria petrolifera finanzia le sue attività e si assume tutti i rischi economici della ricerca senza alcun aiuto degli Stati. Paga regolarmente le royalties e le tasse, contribuendo al benessere collettivo. Non è il caso delle rinnovabili, che hanno bisogno di costanti e importanti finanziamenti pubblici, pagati dai cittadini attraverso le bollette dell’elettricità o con la tassazione diretta. Con il livello della ricerca raggiunta ad oggi, sarebbe impossibile sostituire gli idrocarburi con fonti rinnovabili. A meno che si decida di fermare il Paese per qualche decennio. No aerei, no tir, no autovetture. Per circa 30 anni”.



La repubblica

18 marzo 2016

Il 17 aprile si vota sul quesito voluto da Regioni preoccupate per le conseguenze ambientali e per i contraccolpi sul turismo di un maggiore sfruttamento degli idrocarburi. Ecco le ragioni dei due schieramenti

di ANTONIO CIANCIULLO

ROMA - Il 17 aprile si voterà sulle trivelle. Il referendum è stato voluto da 9 Regioni (Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Veneto) preoccupate per le conseguenze ambientali e per i contraccolpi sul turismo di un maggiore sfruttamento degli idrocarburi. Non propone un alt immediato né generalizzato. Chiede di cancellare la norma che consente alle società petrolifere di estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo. Come è accaduto per altri referendum, il quesito appare di portata limitata ma il significato della consultazione popolare è più ampio: in gioco ci sono il rapporto tra energia e territorio, il ruolo dei combustibili fossili, il futuro del referendum come strumento di democrazia.

La domanda che si troverà stampata sulle schede è "Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c'è ancora gas o petrolio?" Dunque chi vuole - in prospettiva -  eliminare le trivelle dai mari italiani deve votare sì, chi vuole che le trivelle restino senza una scadenza deve votare no.

I due schieramenti sono rappresentate da comitati. Da una parte c'è il Comitato Vota sì per fermare le trivelle "Il petrolio è scaduto: cambia energia!") a cui hanno aderito oltre 160 associazioni (dall'Arci alla Fiom, da quasi tutte le associazioni ambientaliste a quelle dei consumatori, dal Touring Club all'alleanza cooperative della pesca). Dall'altra un gruppo che si definisce "ottimisti e razionali" e comprende nuclearisti convinti come Gianfranco Borghini (presidente del comitato) e Chicco Testa, il presidente di Nomisma energia Davide Tabarelli, la presidente degli Amici della Terra Rosa Filippini. Ecco, punto per punto, le ragioni dei due schieramenti.

Quanto petrolio è in gioco?

Le ragioni del sì
Secondo i calcoli di Legambiente, elaborati su dati del ministero dello Sviluppo economico, le piattaforme soggette a referendum coprono meno dell'1% del fabbisogno nazionale di petrolio e il 3% di quello di gas. Se le riserve marine di petrolio venissero usate per coprire l'intero fabbisogno nazionale, durerebbero meno di due mesi.


Le ragioni del no
Secondo i calcoli del Comitato Ottimisti e razionali la produzione italiana di gas e di petrolio - a terra e in mare- copre, rispettivamente, l'11,8% e il 10,3% del nostro fabbisogno. (Visto che questo dato comprende anche le piattaforme che non rischiano la chiusura perché non sono oggetto di referendum, su questo punto le stime dei due schieramenti non si allontanano: l'85% del petrolio italiano viene dai pozzi a terra, non in discussione, e un terzo di quello estratto in mare viene da una piattaforma oltre le 12 miglia, non in discussione).

Qual è l'impatto del petrolio in mare?

Le ragioni del sì.
A preoccupare non sono solo gli incidenti ma anche le operazioni di routine che provocano un inquinamento di fondo: in mare aperto la densità media del catrame depositato sui nostri fondali raggiunge una densità di 38 milligrammi per metro quadrato: tre volte superiore a quella del Mar dei Sargassi, che è al secondo posto di questa classifica negativa con 10 microgrammi per metro quadrato.

Inoltre il mare italiano accanto alle piattaforme estrattive porta l'impronta del petrolio. Due terzi delle piattaforme ha sedimenti con un inquinamento oltre i limiti fissati dalle norme comunitarie per almeno una sostanza pericolosa. I dati sono stati forniti da Greenpeace e vengono da una fonte ufficiale, il ministero dell'Ambiente: si riferiscono a monitoraggi effettuati da Ispra, un istituto di ricerca pubblico sottoposto alla vigilanza del ministero dell'Ambiente, su committenza di Eni, proprietaria delle piattaforme oggetto di indagine.

Le ragioni del no
L'estrazione di gas è sicura. C'è un controllo costante dell'Ispra, dell'Istituto Nazionale di geofisica, di quello di geologia e di quello di oceanografia. C'è il controllo delle Capitanerie di porto, delle Usl e delle Asl nonché quello dell'Istituto superiore di Sanità e dei ministeri competenti. Mai sono stati segnalati incidenti o pericoli di un qualche rilievo. Il gas non danneggia l'ambiente, le piattaforme sono aree di ripopolamento ittico.

I limiti presi a riferimento per le sostanze oggetto di monitoraggio e riportati nel rapporto di Greenpeace non sono limiti di legge applicabili alle attività offshore di produzione del gas metano. Valgono per corpi idrici superficiali (laghi, fiumi, acque di transizione, acque marine costiere distanti 1 miglio dalla costa) e in corpi idrici sotterranei.

Fermando le trivelle perdiamo una risorsa preziosa?

Le ragioni del sì
Dopo il rilascio della concessione gli idrocarburi diventano proprietà di chi li estrae. Per le attività in mare la società petrolifera è tenuta a versare alle casse dello Stato il 7% del valore del petrolio e il 10% di quello del gas. Dunque: il 90-93% degli idrocarburi estratti può essere portato via e venduto altrove. Inoltre le società petrolifere godono di un sistema di agevolazioni e incentivi fiscali tra i più favorevoli al mondo. I posti di lavoro immediatamente a rischio (calo del turismo, diminuzione dell'appeal della bellezza del paese) sono molti di più di quelli che nel corso dei prossimi decenni si perderebbero man mano che scadono le licenze.


Le ragioni del no
L'industria del petrolio e del gas è solida. Il contributo versato alle casse dello Stato è rilevante: 800 milioni di tasse, 400 di royalties e concessioni. Le attività legate all'estrazione danno lavoro diretto a più di 10.000 persone.

Non fermando le trivelle perdiamo una risorsa preziosa?

Le ragioni del sì
Sì, perché le trivelle mettono a rischio la vera ricchezza del Paese: il turismo, che contribuisce ogni anno a circa il 10% del Pil nazionale, dà lavoro a quasi 3 milioni di persone, per un fatturato di 160 miliardi di euro; la pesca, che produce il 2,5% del Pil e dà lavoro a quasi 350.000 persone; il patrimonio culturale, che vale il 5,4% del Pil e dà lavoro a 1 milione e 400.000 persone.

Le ragioni del no
L'attività estrattiva del gas metano non danneggia in alcun modo il turismo e le altre attività. Il 50% del gas viene dalle piattaforme che si trovano nell'alto Adriatico; nessuna delle numerose località balneari e artistiche, a cominciare dalla splendida Ravenna, ha lamentato danni.

Insistere sulle trivelle è compatibile con gli impegni a difesa del clima?

Le ragioni del sì

Alla conferenza sul clima di Parigi 194 Paesi si sono impegnati a mantenere l'aumento della temperatura globale al di sotto dei 2 gradi. Per raggiungere questo obiettivo è indispensabile un taglio radicale e rapido dell'uso dei combustibili fossili. Per mettere il mondo al riparo dalla crescita di disastri meteo come alluvioni, uragani e siccità prolungate, due terzi delle riserve di combustibili fossili dovranno restare sotto terra. In questo quadro investire sul petrolio potrebbe rivelarsi un azzardo economico.

Le ragioni del no
Il futuro sarà delle rinnovabili, ma vanno integrate perché la loro affidabilità è limitata. Sole, acqua e vento non sono elementi che possiamo "gestire" a nostro piacimento.  Non siamo pertanto in grado di prevedere quanta energia elettrica sarà, in un dato periodo, prodotta dal fotovoltaico, dall'eolico o dalle centrali idroelettriche. E quindi, senza i combustibili fossili, non possiamo programmare liberamente i nostri consumi, come siamo abituati e talvolta obbligati a fare.

I referendum servono?

Le ragioni del sì
 "Si deve comunque andare a votare - afferma il presidente della Camera Laura Boldrini - perché il referendum é un esercizio importante di democrazia, tanto più quando i cittadini sono chiamati ad esprimersi senza filtri. Il mio è un invito al voto. Dopodiché ognuno vota come ritiene più opportuno".

Le ragioni del no
Diciamo agli italiani: "Non andate a votare, non tirate la volata a chi vuole soltanto distruggere".


E quanto costano?

Le ragioni del sì
Il mancato abbinamento alle imminenti elezioni amministrative, deciso per rendere più difficile il raggiungimento del quorum, ha comportato uno spreco di oltre 360 milioni - l'equivalente degli introiti annuali dalle royalties dalle trivellazioni attualmente presenti nel Paese.


Le ragioni del no
Questo referendum non ha senso e non si doveva fare: è uno spreco di 400 milioni.



mercoledì 28 ottobre 2015