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giovedì 19 marzo 2026

Blocchiamo le Auto a Varese o blocchiamo Varese con le Auto?

alle 14:30 di giovedì le code in ingresso al Largo Flaiano, viale Borri, Viale Belforte.

 Lo facciamo tutte le mattine, le sere, nelle ore di punta. Far circolare le auto non è facile. Le infrastrutture possono essere sovradimensionate per il poco traffico di alcune fasce orarie, sottodimensionate per gli orari di massimo traffico.

La manutenzione costa molto. Il manto si deteriora con il passaggio di mezzi pesanti (ormai anche i SUV che usiamo contribuiscono molto). La segnaletica orizzontale dura pochissimo, costa molto e, molto spesso è cancellata. Questo è molto pericoloso per chi non conosce o non ricorda cosa indicava!

Il traffico veicolare abbassa notevolmente la qualità dell'aria. Proprio nelle ore dell'ingresso a scuola, i piccoli polmoni dei bimbi filtrano le micropolveri.

Intanto i cittadini pedalano: 

  • le signore che hanno bisogno di fare moto, hanno tempo, voglia e trovano pratico, circolano con le loro bici elettriche da citta. 
  • i ragazzi che vogliono scoprire i loro nuovi confini cittadini
  • i lavoratori che consegnano i cibi pronti
  • monpattinisti pigri che raggiungono ogni angolo di città rapidamente.
  • qualche atleta, che di solito predilige la strada
  • i pendolari che raggiungono la stazione
L'amministrazione prova a modificare la viabilità per passare da un livello di intasamento ad un'altro, restituendo un po' di spazio ai cittadini.
Qualche politico a corto di argomenti e idee, cerca la causa del traffico caotico e bloccato nelle inutili e deserte ciclabili. Molto spesso le ciclabili restano vuote perchè il ciclista è passato, fluido, davanti alle colonne di auto ferme.

mercoledì 21 gennaio 2026

A cosa serve un piccolo tratto di ciclabile?


 

All'inizio del Viale Aguggiari, subito dopo Piazza Beccaria, in direzione Sacro Monte, è stato creato un breve tratto di pista ciclabile, protetto da un cordolo e da una fila di auto, un lavoro che è stato da molti considerato inutile, costoso, dannoso per la viabilità e per la disponibilità di parcheggio Auto.


Prima della sua realizzazione, per arrivare dal centro e raggiungere la ciclabile del viale, era necessario passare fra una fila di auto parcheggiate e quelle che circolano sulla carreggiata. 
I rischi che si correvano e sono stati così ridotti, erano: 
  • apertura inattesa delle portiere (dooring) delle auto in sosta, 
  • urto accidentale con le auto che superano la bici, senza una adeguata distanza di sicurezza.

Il breve tratto di ciclabile continua poi su un marciapiede ciclopedonale ed arriva alla pista in sede propria con il viale alberato. 

Questa ricucitura aiuta il ciclista a raggiungere un tracciato esistente, è, tuttavia, una soluzione di compromesso, in presenza di traffico misto, poi una corsia ciclabile, una pista che scompare per continuare su un maciapiede e con degli attraversamenti senza segnaletica. 

Per chi la percorre in bici potrebbe risultare un tracciato con una segnaletica abbastanza chiara. Per un automobilista non è molto comprensibile. 

Ma quante bici ci passano? 

Credo sia più utile domandarsi: Quanti cittadini, che lasciano l'auto a casa, vorremmo che la utilizzassero?

venerdì 14 ottobre 2022

Proposta di interventi al Montello

Il quartiere del Montello, sulla collina di Miogni, è un percorso sempre incluso nei circuiti di gare ciclistiche che avvengono nella nostra zona. La ripida salita e la larghezza della carreggiata sono infatti ideali per il passaggio dei ciclisti, anche in gruppo. Un percorso spesso usato anche per allenamento degli amatori che fanno "ripetute", più giri in un circuito cittadino.

Nelle strade del quartiere, con le bici, i monopattini ed a piedi si muovono anche i cittadini che lo abitano, oppure che raggiungono la Scuola Europea, nella parte più alta di via Montello. 

L'attuale segnaletica e configurazione della carreggiata favorisce lo spostamento dei veicoli a motore, semplicemente non considerando altro traffico che comunque usa la stessa carreggiata.

Durante il periodo di confinamento per la pandemia, in molti passeggiavano per il quartiere, senza il pericolo di incrociare auto ad alta velocità.



Ci sono: tratti stretti e tortuosi, senza una opportuna segnaletica, limiti; tratti larghi e rettilinei in discesa, senza spazio dedicato al passaggio dei pedoni.

Interventi veloci e di facile realizzazione, per allertare gli automobilisti della presenza di altri utenti, e fare in modo che moderino la velocià, potrebbero essere:

  • nei tratti più larghi segnalare una corsia ciclabile sul lato in salita (dove il ciclista è maggiormente in difficoltà).
  • nei tratti più stretti segnalare la presenza di altri utenti, con segnaletica orizzontale e verticale, anche non convenzionale.
  • nei tratti larghi e rettilinei, che si prestano ad essere percorsi ad alta velocità dalle auto, ridurre la segnaletica orizzontale dei margini di carreggiata e, dove possibile, renderla più tortuosa, con deviazioni, spazio indicato per il parcheggio, segnali di rallentamento.


martedì 13 settembre 2022

Il Viale Aguggiari, alberato, per le biciclette

 Accanto al autotrafficato tratto di viale Aguggiari, quello che costeggia il parco di villa Mylus, sul lato in salita, la ciclabile è separata dalla carreggiata automobilistica da una aiuola con alberi. È un tratto ciclopedonale, abbastanza frequentato dai pedoni che risalgono la strada, un po’ meno dai ciclisti. Il tessuto urbano di Varese è abbastanza disomogeneo. Senza esercizi commerciali, con un veloce e maleducato traffico di mezzi a motore, unisce il centro con quartieri residenziali con pochi servizi.

Fino a qualche giorno fa è stato così…


Ora è diventato così…







martedì 19 luglio 2022

Provincia di Varese, do you bike? Varese, SEM e Comuni Ciclabili?

2.000 chilometri per le bici: La Provincia di Varese punta sul cicloturismo, nell'interesse del territorio e della economia locale, dopo anni che se ne parla molto e si fa poco di concreto.


Il turismo "sostenibile" forse ora è accettato anche dall'elettorato e dai cittadini, che ne cominciano a capire le potenzialità. 


Ma la Città di Varese? 
Viale Europa è solo per le auto; 
Viale Belforte ha una ciclabile impraticabile; 
viale Aguggiari ha pezzi di ciclabile che ti conducono in pericolosi incroci ed intesezioni;
 Via XV aprile potrebbe essere potenzialmente percorsa da studenti in bicicletta, la mattina alle 8 e alle 13, ma è tutto il contorno DOMINATO dalle Auto ad essere comunque pericoloso. 

La Camera di Commercio sta lavorando per cogliere l'occasione del business del Cicloturismo.
Varese dovrebbe cogliere l'occasione della Settimana Europea della Mobilità 
Facciamo provare ai cittadini a non circolare? Nell'ora di punta bloccare il traffico? Far circolare solo bici, skate, pattini, monopattini, overboard? Facciamo una grande area pedonale o 30km/h in tutta la città??? Mezzi pubblici gratuiti? Gadget a chi va in treno e a piedi? 

domenica 20 febbraio 2022

Ingresso alla città

Per arrivare a Varese dai comuni limitrofi ci sono alcune direttrici principali. Una di queste è Viale Europa, una via percorribile a 70 km/h, probabilmente in virtù delle due corsie, anche se le abitazioni adiacenti non lo concederebbero.

Ma voi lo fareste Viale Europa in bicicletta? Forse il navigatore ve lo consiglierebbe! Forse sarebbe permesso. 



 




In sei minuti percorri Viale Europa



sabato 20 novembre 2021

Varese CDF Climb

La prossima domenica 28 novembre, alle ore 10:00, dall Stadio Franco Ossola (e Velodromo Luigi GANNA)  di Varese, verrà inaugurata la nuova Varese CdF Climb (EOLO Campo dei Fiori Climb) che, con una segnaletica permanente, indica la storica scalata ciclistica di 10km che porta dalla città al terrazzo panoramico del Parco Campo dei Fiori.

Ci sarà il taglio del nastro con amici e personalità del mondo dello sport, per chi vorrà, sarà anche possibile unirsi al gruppo che pedalerà fino al Belvedere e provare in presa diretta il percorso.

A guidare il gruppo ci sarà il campione varesino Ivan Basso, oggi Sport Manager della EOLO-Kometa Cycling Team.

ANCHE SE DANNO NOIA AGLI AUTOMOBILISTI, A me piacerebbe vedere molte di queste strisce in giro per la città, una Montello, usato per allenarsi con salite e discese, magari color melanzana, oppure viale Aguggiari, usato per scendere dal campo dei fiori e con corsie ciclabili, magari color mandarino.



martedì 5 ottobre 2021

2'40" di Viale Europa

Circa 2,7 km di strada a due carreggiate a doppia corsia, percorsi a 60 km/h sono circa 2',40". Naturalmente alla fine ti devi fermare alla rotonda o al semaforo. Trovi forse un po' di coda nelle ore di punta. 


Cosa cambierebbe se la corsia fosse solo una? Più larga, ma una? per condividere un po' dello spazio con altri utenti e farli sentire più sicuri? 


Comunque vada, se le infrastrutture sono pensare senza considerare cosa c'è intorno, sono destinare ad incontrare un ostacolo! Non ci sono rotonde e corsie che tengano, il traffico diventa fluido quando è poco. Dimensionare le infrastrutture per le ore di punta è un costo economico altissimo per un guadagno insignificante!





mercoledì 30 giugno 2021

VBA 2021. Varese Bike Adventure

Varese – 02/04 luglio 2021



Sono aperte le iscrizioni!

Cos’è la VBA

Varese Bike Adventure (VBA) è un’avventura sui pedali alla scoperta di un territorio poco conosciuto, su ciclaibili e strade secondarie, dimenticando le arterie più trafficate.

VBA è libertà di pedalare prendendosi i propri tempi e la velocità che si preferisce.

L’idea è semplice: dopo la registrazione ti verranno fornite la tracce GPX dei percorsi, il “passaporto” VBA (dove apporre i timbri nei checkpoint segnalati) ed un elenco di strutture “amiche” (bar, ristoranti, B&B, alberghi) dove le bici saranno le benvenute, scegli il percorso che preferisci e… pedala attraverso i luoghi più belli e meno conosciuti della provincia.

I percorsi saranno aperti al traffico e pertanto si raccomanda il rispetto del codice della strada. Raccomandiamo a tutti luci e giubbino rifrangente.


Cosa non è la VBA

Innanzitutto la VBA non è una gara, non ci sarà nessun cronometro a scandire i passaggi e nessun tempo limite.

Nessun avversario da battere, la competizione sarà solo per offrire il caffè al vostro compagno di avventura.

Nessun record da infrangere ma un traguardo da raggiungere dove tutti saranno accolti da vincitori.

sabato 24 aprile 2021

Le abitudini sono cambiate, pensiamo ora a cambiare la strada.

 

Molti dei ciclisti per le strade di Varese che sfidano il traffico automobilistico, affrontano strade dissestate, insidiose, irte, che indossano un casco e pedalano su una bici elettrica, lo hanno fatto per la prima volta dopo tanto tempo, dopo aver acquistato una bici nuova approfittando del bonus.

Per Varese sono nuovi ciclisti, che si sommano a quelli che salgono al Sacromonte, a quelli che scendono dal Campo dei fiori, a quelli di Ciclocittà che partono per la gita cicloturistica.

A Varese si vedono, per la prima volta, i monopattini elettrici, a cui è stato permesso di circolare per le strade, nonostante i dubbi per gli oggettivi pericoli a cui sono esposti nelle nostre strade.

Ogni nuovo monopattino in strada, ogni nuova bici a pedalata assistita, ogni nuova bicicletta da città, sono probabilmente auto in meno. Soprattuto sono altri automobilisti consapevoli, per averlo sperimentato, che: l'auto rappresenta un pericolo per gli utenti più deboli della strada; che l'automobilista è un privilegiato, a cui è stato concesso tanto spazio urbano, non dovuto; che alcuni spostamenti con l'auto, in certi orari, sono poco pratici; che spostarsi in auto costa, benzina, parcheggi, stress.

Credo che il bonus sia stato efficace nel causare questo cambiamento, forse non efficiente, potrebbe essere costato più di quello che ha portato in guadagno.

Ma ora che le bici ci sono, quando si può, diamo un po' di spazio. Non sempre c'è, ma quando c'è non diamolo tutto alle automobili. Riduciamo un po' quello delle auto, a quello essenziale per il passaggio dei mezzi più ingombranti; non istighiamo a lanciarsi a tutta velocità; lasciamo un po' di margine al ciclista soprattutto da lato in cui si affronta una salita ripida. 


Si tratterebbe di una verifica tecnica ed un progetto di segnaletica orizzontale. Creare ostacoli, come le isole di attraversamento, file di parcheggi o corsie ciclabili dove si può'.


Dove non si può avere uno spazio dedicato, la strada si stringe, ci vuole condivisione, c'è bisogno di allertare con una segnaletica efficace. Si può fare subito, in qualche caso è stato parzialmente fatto.


Sicuramente ci sono priorità ed urgenze per le amministrazioni comunali, limiti di spesa. Ma ormai le abitudini cambiate rendono urgenti anche questi interventi!




domenica 21 febbraio 2021

È cambiato il nostro modo di percorrere le strade?


Guardando le idee nel Piano Urbano per la Mobilità, il progetto di spostamenti in città per i prossimi 10 anni, la politica non sembra stare al passo. Sviluppato durante le trasformazioni urbane e sociali della pandemia non ha previsto ed incluso molto i cambiamenti sopraggiunti.

Gli assi stradali principali sono ferite che tagliano il tessuto urbano. Incroci e rotonde soni i punti critici, che possono "fluidificare", bloccare, mettere in conflitto auto, moto, bici, pedoni che devono superarli.  I progetti delle rotonde di Largo Flaiano, di Viale Europa, sono autocentrici, ciclorepellenti. Rendere "veloci" le rotonde non ne migliora necessariamente l'efficenza, ne aumenta certo la pericolosità. 

Se la politica fosse più coraggiosa la cittadinanza potrebbe punirla o premiarla nelle urne, una scommessa che potrebbe portare cambiamenti. 

Se la politica fosse tiepida e ambigua forse le urne la premierebbero, i cambiamenti sarebbero impensabili!

martedì 4 settembre 2018

“La pista ciclabile in via XXV Aprile è una figata pazzesca”

In via XXV Aprile è in costruzione un breve tratto di pista ciclabile, per raggiungere la pista del lago dal centro.
A via XXV aprile, i parcheggi sacrificati per la pista ciclabile, sono circa 60 posti auto, per l'esattezza ce n'erano 54.
Nei paraggi della pista ciclabile in costruzione ci sono 3 parcheggi:
82 posti, via Verdi;
106 posti, Villa Recalcati;
300 posti, via Sempione, in costruzione.


I parcheggi lungo la strada ed in città sono pochi ed incentivano il traffico. Nelle ore di punta, a Varese (ad esempio il sabato), la maggior parte delle auto sono alla ricerca di un parcheggio vicino alla propria destinazione finale.
Il tempo che si perde e si fa perdere agli altri, è spesso maggiore di quello necessario a spostarsi dalle aree di parcheggio (esistente e in costruzione) alla meta.


Non è l'orografia il problema: non lo è per le persone anziane (abituate); non lo è per i giovani (forti); non lo è per chi usa una bici a pedalata assistita; non lo è per le decine di amatori ed atleti che salgono al Sacromonte ed al Montello, con le MTB, le Superleggere.

Spendere solo 1,2 milioni non mi sembra opportuno, se ne dovrebbero dedicare molti di più e sisitemare molte più aree a rischio. Quando percorro le strade in bici con un bimbo la pista ciclabile è un luogo sicuro, dove rifugiarsi dai pericoli del traffico, le poche disponibili non sono in rete, esponendo i fruitori della strada al rischio delle auto (che raramente hanno rispetto delle regole e degli altri).

La pericolosità delle strade, rende Varese poco adatta alla bici e ai pedoni, nella progettazione è sempre stata favorita l'automobile. Impopolare non significa illogico!
Molto dipende da come vengono usate le strade. Tutta via XXV aprile è diventata zona 30. Ci sono le scuole. Ma lo sappiamo, i limiti sono forse suggeriti, non sono un obbligo, se li superiamo si chiude un occhio...

Per il titolo ho colto spunto dalle dichiarazioni su Varesenews, avverse al progetto, di un giovane politico con un bel faccione sorridente, che riporto per le vostre considerazioni.

Però scusatelo, i politici non dicono quello che pensano o quello che è logico, ma dicono quello che "conviene".

"Anzitutto, risulta incomprensibile la scelta di via XXV Aprile invece di altre soluzioni come via Motnte Rosa, via Monastero vecchio o, ancora, viale Sant’Antonio, tre strade alternative che colloegano il centro cittadino con la zona di villa Recalcati. Infatti, lungo il tratto di strada troviamo, nell’ordine, il più importante polo scolastico della città, con la scuola media Dante, il liceo Manzoni, il licmeo Cairoli e l’istituto superiore Daverio. Un’area che vede coinvolti oltre duemila studenti, tra cui alcuni giovani ragazzi che inevitabilmente vengono accompagnati dai genitori, i quali non avranno più a disposizione alcuna area di sosta per far salire o scendere dall’auto i propri figli e, probabilmente, si fermeranno in mezzo alla strada otturando la viabilità (già non ottima) della zona. Proseguendo su via XXV Aprile si trovano una sede di Poste italiane, la Questura e numerosi esercizi commerciali, già a corto di stalli di sosta per i clienti e per il carico/scarico merci, e, poco distanti, altri servizi pubblici come l’Asl e l’Aler. Eliminare circa 60 posti auto per un breve tratto di pista ciclabile sembra, dunque, una follia, oltre che un problema per la sicurezza dell’area delle scuole.

Inoltre, Varese poco si presta a questa tipologia di mobilità alternativa. Morfologicamente la nostra città è ricca di discese e salite che mal si conciliano con l’uso delle biciclette, soprattutto per le persone anziane e specialmente nei mesi invernali, quando le nostre strade divengono spesso ghiacciate rendendo quindi sconsigliabile e molto pericoloso questo tipo di spostamenti. Imitare grandi metropoli come Milano o Amsterdam, totalmente piatte, non ha senso. Bisogna osservare la realtà per quello che è ed accorgersi che Varese non può avere questa vocazione. Meglio puntare, in un’ottica di minor inquinamento, su un Trasporto Pubblico più efficiente ed efficace, che guardi all’elettrico, e su un potenziamento della pedonabilità e ciclabilità nella zona del centro, unica area predisposta a questi tipi di spostamenti. Per far ciò servono investimenti in nuove infrastrutture e nuovi parcheggi attorno al centro, come quello di via Sempione voluto dalla Giunta Fontana.
Non c’è più tempo per operazioni da campagna elettorale, se non vogliamo che Varese rimanga irrimediabilmente in ritardo nel suo sviluppo e venga schiacciata da Milano e dalla Svizzera. Spendere 1,2 milioni di euro (di cui circa 800mila dalla Regione) per quest’opera non sembra opportuno. Bisogna cominciare a fare investimenti mirati e seri che possano garantire maggiore fruibilità e lo sviluppo della nostra città!"

lunedì 12 giugno 2017

Cinebicifestival


Finalmente abbiamo anche noi un CineBiciFestival a Varese! in concomitanza con il Cicloraduno nazionale della FIAB, Cortisonici  ci hanno organizzato l'evento sui pedali!

Programma
LUNEDI 19 GIUGNO
Ore 18.30: tavola rotonda “Turismo in bicicletta: destinazione Varese!” Con Marco Magrini e Paolo Landini (Provincia di Varese), Dino De Simone e Valeria Marinoni (Comune di Varese), Aldo Colombo (Regione Lombardia), Elena Maggi (Universita Insubria) – Spazio Substrato, via c. Robbioni 5
Ore 20.30 : inaugurazione cine bici festival, saluto delle istituzioni e incontro con Noemi Cantele
Ore 21.30 : proiezione documentario “Una domenica all’inferno” (1977) di Jorgen Leth – Tensostruttura Giardini Estensi – Via Sacco, 5esenews Michele Mancino – Libreria Ubik – Piazza Del Podestà
MARTEDI 20 GIUGNO
Ore 20.45 : Incontro con Leo Turrini, autore del libro “Il Pirata e il Cowboy. Pantani e Armstrong. Le Storie Maledette”
Ore 21.30 : Proiezione documentario “The Armstrong Lie” (2013) del Premio Oscar Alex Gibney – Tensostruttura Giardini Estensi – Via Sacco, 5 di Varesenews Michele Mancino – Libreria Ubik – Piazza Del Podestà
MERCOLEDI 21 GIUGNO
Ore 21.00 : Incontro Intervista Con Renzo Oldani e Damiano Franzetti
Ore 21.30 :  Proiezione Film “To The Fore” (2015)  di Dante Lam – Anteprima Nazionale – Tensostruttura Giardini Estensi – Via Sacco, 5 di Varesenews Michele Mancino – Libreria Ubik – Piazza Del Podestà
GIOVEDI 22 GIUGNO
Ore 21.00 : Incontro con Alessandro Ballan e concerto della band Francesco Piu Duo alimentato pedalando – Tensostruttura Giardini Estense – Via Sacco, 5
SABATO 24 GIUGNO
Ore 17.30: presentazione del libro di Gianni Spartà “Dimmi Perché’ Parti” Edizioni Deste. Interverranno l’assessore alla cultura Roberto Cecchi e il Vice direttore di Varesenews Michele Mancino – Libreria Ubik – Piazza Del Podestà


lunedì 19 settembre 2016

20 settembre 16, Ricognizione in bici, Politiche della mobilità.

Qualche considerazione prima della Ricognizione in bicicletta, con Sindaco ed Assessori.
La settimana passata c'è stato l'ennesimo incidente in strada, vittima una giovane ragazza, investita davanti ai suoi genitori. L'automobilista è scappato, certamente per paura, vigliaccheria.
La strada perfetta non esiste. Un compromesso fra l'uso che ne possono fare pedoni e biciclette e le esigenze del traffico automobilistico. Le regole da seguire e considerare nella realizzazione delle infrastrutture sono tante, nemmeno scontate. Spesso le si rispetta, ma non si ottiene sempre un risultato utile ed efficace.
Prendo uno snodo che faccio tutte le mattine.


Per arrivare alla Stazione Nord i progettisti avranno forse risolto il problema del traffico pedonale con i percorsi in verde e le strisce pedonali realizzate.
Come centinaia di studenti e pendolari, attraverso la strada più diretta, specialmente se devo prendere il treno, seguendo il percorso rosso. anche quando sono in bicicletta, Non saprei nemmeno che percorso seguire in bici, faccio prima a diventare pedone. Le auto sfrecciano, in entrambe le direzioni, anche se poi devono fermarsi ai semafori o in coda, tutto sembra dare la precedenza al traffico automobilistico!


Anche se non ci sono, se non si possono realizzare per qualche validissimo ragionamento tecnico burocratico, in questa zona mi piacerebbe ci fossero due brevi tratti di strisce pedonali. Magari qualche inibitore di velocità, un limite, oppure un bell'autovelox, delle strisce sonore o qualche altra diavoleria.


martedì 12 gennaio 2016

Promoting Cycling in Italy with Filippa!

Il suo libro sulla bici è leggero e sorridente come lei. Le sue trasmissioni sulle piste ciclabili in Italia sono cariche di ottimismo e dei lati positivi del pedalare in Italia. Pedalando con Filippa ha una puntata dedicata alla pista del lago di Varese. Bello pensare che le puntate vengano riproposte in altri paesi. Bello pedalare in Olanda, ma quanto più interessante lo può essere in Italia?

La pista intorno al lago quanto la promuoviamo? quanto rende? Come può essere implementata Infrastrutture, segnaletica, servizi, manutenzione, informazione?
La storica Bottega del Romeo, per la riparazione e vendita di bici, si occupa anche di cicloturismo e cultura. Un altro grosso negoziante si è spostato ai margini della pista.
Abbiamo già investito il massimo per ottenere il massimo o ci siamo fermati un passo prima? A ruota, può partire qualche altro percorso da mettere in rete?
Quanto ci vorrà per capire?
Speriamo nelle prossime amministrazioni.



martedì 3 novembre 2015

Amsterdam? No. Cesano Maderno.

Lasciare la bici un giorno intero alla stazione lo si fa sempre a malincuore. Che sia una MTB, una fissa, un cancello, siamo tutti affezionati alla nostra cavalcatura, un parcheggio insicuro ci inibisce. Alle stazioni di Varese la sentiamo l'esigenza di qualcosa di più di uno spazio di risulta, qualche rastrelliera ed un cartello.
Ciclocittà ha fatto un sondaggio fra i pendolari, per capire quanto sia sentita l'esigenza di BICIPARK. Permettetemi solo la piccola polemica sul termine anglomaccheronico. Park, in Inglese non significa parcheggio, semmai bikeparking, io preferisco Biciparcheggio.
A me l'idea non dispiace, sarebbe certamente un incentivo. Per l'amministrazione ed i pianificatori l'urgenza è certo tutta l'area, la sua viabilità complicatissima, i PERICOLI di tutte le vie d'accesso alla stazione, groviglio di strade e di percorsi, con rapidi ed intensi flussi di traffico.

Nel post dei miei amici di Ciclocittà c'è la GABBIA di Novate Milanese. Esempio un po' triste.
Senza andare a Copenaghen o Amsertdam, questa è la nuova Velostazione di Cesano Maderno! Un bel progetto per una bella funzione!





venerdì 2 ottobre 2015

Il codice della strada vale per tutti?

Una regola condivisa su come utilizzare la strada c'è, deve essere conosciuta e rispettata, da pedoni, ciclisti e automobilisti. Urbanisti, amministratori pubblici?
Prendo spunto da questo incrocio, di una piccola strada secondaria, Via Butti, vicino all'ippodromo. Ho notato questa situazione dovendo evitare un automobilista che non si è fermato allo stop ed ha protestato rumorosamente. Lui è andato via arrabbiato ed io spaventato. Come avrebbe potuto mai vedere lo stop? Senza segnaletica orizzontale e con il cartello ruotato, nella direzione sbagliata, (forse da un camion che ha preso la curva un po' stretta), chi arriva da via Butti non ha nessuna indicazione su come comportarsi. Né colpa dell'automobilista né del ciclista che entra nella via.
Le strade sono spesso in cattive condizioni, in qualche caso progettate male, realizzate peggio. Chi ha responsabilità nella gestione delle infrastrutture viarie, deve considerare il codice della strada e rispettarlo, nella stessa misura in cui deve farlo il pedone, il ciclista, il motociclista e l'automobilista.
Di viale Agguggiari avevo già parlato, dell'incrocio pericolosissimo, delle piste ciclabili che finiscono nel nulla, della possibile soluzione adottando in Bile Box. Quando arrivo alla zona dell'incrocio con via Montello e viale Ippodromo, mi comporto da pedone. Anche se non scendo dalla bici violando il codice della strada, vado sul marciapiede. Vado piano, spesso non c'è nessun pedone ad usarlo, comunque non sarebbe il posto di una bici. Ma è l'unico modo per uscire incolumi da questo incrocio, pericoloso anche per le auto.
Scendere dalla bici, portare a mano la bici sul marciapiede ed attraversare le strisce pedonali a piedi, mi sembra l'unica soluzione attuabile per correre meno rischi e rispettare le regole.

lunedì 6 luglio 2015

Cicloparcheggio custodito Convergenze 2015

 Per chi ha avuto la fortuna di raggiungere Convergenze, al parco Mantegazza, Cycl(h)ub ha offerto un servizio di biciparcheggio custodito, con rastrelliere in materiale di recupero. La foto che hanno scattato, per raccontare l'evento, mi ha ipnotizzato.


lunedì 18 maggio 2015

Io, in questa foto, ci vedo il Velodromo Luigi Ganna.


Passandoci sopra mi sono accorto che Varese ha un velodromo. Perché io ci vedo questo.
Nei siti internet di notizie sportive è stato riaperto nel 2013, chiuso nel 2014.
Nel sito del comune è aperto.
Visto l'interesse rinato per la bici, una struttura così potrebbe essere uno stimolo ulteriore all'uso della bici, specialmente per tutti i fissati dell'ultima ora, che vanno in giro su "bici da Pista" senza sapere il significato delle righe.
Milano ha il suo Vigorelli, Varese il suo Luigi Ganna.

Dal sito internet della regione
Pagina del sito del comune dedicata al Velodromo

DESCRIZIONE DEL SERVIZIO
Velodromo "Luigi Ganna" presso Stadio "Franco Ossola", via Bolchini.
Aperto da aprile a settembre nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 16.00 alle ore 20.00
TEMPI
L'accesso è immediato previo rilascio dei permessi richiesti dal Comitato Organizzatore Pista (telefono 02/9626180).
COSTI
Il referente è il Comitato Organizzatore Pista che si fa carico dell'acquisto dei pemessi di ingresso.
I costi variano da 160,00 Euro annui fino a 1.200,00 Euro annui da suddividere per il numero di atleti e in base ai mesi di utilizzo.
Le gare federali diurne costano 80,00 Euro mentre quelle in notturna costano 150,00 Euro.

lunedì 16 marzo 2015

Aprile 2015 a Varese

Aprile 15 a Varese
Arriva la primavera ed anche le iniziative di Ciclocittà. È proprio arrivato il momento di tirare fuori le bici dai garage e dalle cantine. Le strade si animeranno di centinaia di studenti, bimbi ed escursionisti curiosi.